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12N a Milano

IL 12 novembre con i curdi a manifestare a Milano

 

Come preannunciato dai sindacati CUB, SGB, USI-AIT e soprattutto dalla Comunità Curda milanese è stata organizzata nel pomeriggio di sabato 12 novembre una manifestazione di protesta contro l governo turco, soprattutto dopo le ultime pesantissime azioni repressive. La manifestazione si è svolta essenzialmente nelle vie del centro storico di Milano.



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Il corteo è partito da piazza San Babila per raggiungere piazza della Scala, dove risiede oltre la Scala di Milano anche il palazzo del Comune, fino ad attraversare piazza Duomo per finire in piazza Fontana. Ancora una volta è stato vietato il passaggio in via Larga dove risiede il Consolato Turco.

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Il corteo era aperto da uno striscione unitario a firma di CUB, SGB, USI-AIT e Comunità Curda seguito dai compagni con le bandiere dei tre sindacati, poi veniva il furgone con gli autoparlanti che mandavano musiche, spiccheraggi e interventi vari, dietro gli striscioni delle comunità curde venuti in tanti da fuori con i loro stendardi e le loro bandiere coloratissime, a seguire altre formazioni politiche. Un corteo importante che a mio avviso raggiungeva anche le 1500 presenze, di cui più della metà era costituito dalla presenza di curdi e curde, festosi ma al tempo stesso molto determinati, con slogan durissimi contro il regime di Erdogan.

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Nei punti molto frequentati il corteo si fermava e seguivano interventi che spiegavano i motivi della protesta, rivendicando la liberazione dei prigionieri politici dalle galere in Turchia e l’isolamento da parte di tutti i governi. In piazza Duomo è stati bruciato un ritratto di Erdogan, mentre i fumogeni coloravano il corteo.

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In piazza Fontana ci sono stati gli interventi finali. Per primo è intervenuto un esponente curdo che ha parlato nella loro lingua ricevendo molti applausi. Poi ha parlato un esponente della CUB denunciando il regime dittatoriale del governo turco che reprime ogni forma di opposizione, in particolare quella della componente curda, una situazione intollerabile che trova la complicità dei governi occidentali in particolare, richiedendo la liberazione dei prigionieri politici, il ritiro dell’ambasciatore italiano e l’interruzione di tutti i rapporti da parte del governo.

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Interviene in chiusura un rappresentante dell’USI-AIT evidenziando come la nostra storia proviene dalla lotta partigiana, dalla Resistenza anche se tradita, perché da subito sono rimasti i fascisti nei posti di comando, mentre non sono mai stati attuati quei principi di giustizia sociale, di eguaglianza e di libertà che quella lotta aveva espresso. “Noi siamo e sempre saremo dalla parte di quelle popolazioni che lottano e si ribellano contro chi li vuole sottomessi. E ci sentiamo particolarmente solidali alla Resistenza Curda perché si è fatta portatrice di valori rivoluzionari messi in pratica soprattutto nella regione della Rojava, attuando il Confederalismo Democratico che significa autogestione del territorio, significa municipalismo di base, significa eguaglianza fra uomini e donne, significa sviluppo ecologico, significa soprattutto convivenza tra culture diverse ed etnie diverse.”

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E’ proprio contro questi valori rivoluzionari che il governo turco, che possiamo definire tranquillamente fascista, ha dischiarato una guerra senza quartiere colpendo la Resistenza Curda alla spalle nello stesso momento in cui è impegnata nel territorio ha combattere il fanatismo dello stato islamico. Per gli stessi motivi la Russia di Putin, gli USA e la stessa Europa lasciano fare, in modo complice, alla feroce repressione di Ergogan.

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E’ compito imprescindibile del movimento d’emancipazione in Italia e nel mondo scendere concretamente in campo per fermare i massacri del governo turco. E’ sempre più evidente che Erdogan sta utilizzando il finto golpe per mettere in atto un vero golpe, annullando ogni forma di garanzia democratica, arrestando ogni forma di opposizione, arrestando e chiudendo ogni forma di comunicazione non sottomessa al regime, arrestando ed assassinando in particolare i membri delle comunità curde. Senza alcuna vergogna di fronte al mondo intero sono stati in questi giorni incarcerati i dirigenti e i deputati elette nel partito filo curdo HDP
Chiediamo a gran voce che il governo italiano e dell’intera Europa rompi immediatamente ogni rapporto con questo regime dittatoriale e fascista.

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La manifestazione si concludeva qui, mentre molti componenti delle comunità curde si recavano a raggiungere i pulman che li riportava nelle località di provenienza.

Enrico Moroni

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