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N° 132

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Via Torricelli: sfratto rimandato

MOBILITAZIONE CONTRO LO SFRATTO DELLO STORICO CIRCOLO ANARCHIC0 DEL TORRICELLI

Lo sfratto dello storico Centro Sociale Anarchico di via Torricelli 19, attiguo alla sede dell’USI, già sottoposto diverse volte a sfratti esecutivi da parte dell’ufficiale giudiziario, poi rinviati, nell’ultima comunicazione si preannunciava lo sfratto nella giornata del 24 novembre, dai toni utilizzati faceva proprio temere che si era arrivati alla fase conclusiva. Pertanto si era creato un allarme superiore alle altre volte e una particolare mobilitazione nel territorio con la costituzione di un “comitato di difesa” al quale avevano aderito anche “la Palestra occupata”, il c.s. Conchetta, l’USI-AIT ed altre associazioni ed individualità, per prepararsi al peggio. Fin dalle prime ora del mattino di oggi si sono dati appuntamento i compagni per un Presidio di difesa. E’ stato organizzato nella sede un servizio per garantire la “colazione” a tutti i convenuti. Man mano che il tempo passava lo spazio all’interno si riempiva e molti si posizionavano davanti all’entrata all’esterno. Si sono avvicendati circa un’ottantina di compagni solidali, tra cui molti anarchici. Ancora una volta, con un sospiro di sollievo, forse anche come conseguenza del Presidio di difesa predisposto e della mobilitazione preannunciata, è arrivata la notizia che lo sfratto era rimandato di 3 mesi. Solo quando si è avuta tale certezza man nano la presenza dei compagni solidali defluiva.

Non è una novità che anche l’attuale Amministrazione Comunale milanese di centro-sinistra persegue nella politica degli sfratti, in questo caso nei confronti di un “centro sociale anarchico” storico che da 40 anni è presente in zona, con numerose iniziative socio-culturali nella prospettiva di uno sviluppo d’emancipazione sociale, mettendo a disposizione libri, giornali e documentazioni storiche e di attualità gratuitamente, dipingendo la pareti interne con opere artistiche e culturali che costituiscono un importante patrimonio. Forse queste sono le sue colpe?

Se facciamo un po’ di storia di questo edificio che si affaccia in via Torricelli è bene ricordare che qualche anno fa è stato occupato da famiglie bisognose di alloggio e da collettivi che necessitavano di spazi per esprimersi. Come conseguenza di questa occupazione la proprietà dello stabile ha deciso di consegnarlo all’Amministrazione del Comune di Milano che si è trovata questo patrimonio gratuitamente. Oggi la stessa Amministrazione persegue con lo sfratto anche chi ha reso possibile con l’occupazione tale patrimonio di cui il Comune si è avvantaggiato, allo scopo di liberare degli spazi per affitti speculativi, richiedendo cifre consistenti per uso connerciale, perché nel frattempo la zona si è valorizzata.

La forte solidarietà che si è sviluppata in difesa del “circolo anarchico” dipende anche dalla consapevolezza che una volta eseguito tale sfratto si aprirà un voragine a catena all’interno dello stesso stabile dove ci sono famiglie a rischio di sfratto, perché non hanno un reddito adeguato o sono occupanti per necessità.

E’ da evidenziare in questo quadro repressivo la richiesta da parte dell’Amministrazione Comunale di ulteriori contingenti dell’esercito militare, arrivati al numero di 800 unità, che vengono dislocati nelle zone di maggior disagio. Non basta che abbiamo “missioni militari” sparse in varie parti del mondo, per il controllo di quei territori e per la rapine delle fonti energetiche, provocando guerre distruttive e di morte ai danni di popolazioni innocenti, causando esodi di emigrazioni che si riversano sulle nostre coste. Un’enorme macchina da guerra che alimenta una spesa militare in continuo aumento e che si ritorce sulle spalle di chi lavora e della gente povera. La presenza dei militari nei territori dove viviamo sono a sostegno di una guerra interna le cui vittime predestinate sono sempre lavoratori e povera gente, per meglio salvaguardare i privilegi dei ricchi.

Respingiamo l’uso dell’esercito nei territori dove viviamo. Respingiamo gli sfratti a cominciare dal “circolo anarchico del Torricelli”. Basta spese militari! Vogliamo più case, più scuole, più ospedali.

Enrico Moroni  

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