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N° 132

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Milano 10/14 dicembre

A Milano la manifestazione del 10 dicembre

 

Si è svolta il 10 dicembre 2016 la manifestazione in ricordo della strage del 12 dicembre 1969 per ribadire che quella fu una strage di stato. L’appuntamento era per le prime ore del pomeriggio in piazza Fontana, dove c’è la banca dove fu collocata dalle trame nere e servizi segreti la bomba della strage, per fermare le lotte operaie del tempo. Nella stessa piazza è collocata tutt’ora la lapide che ricorda l’omicidio di Giuseppe Pinelli.

Dopo alcuni interventi il corteo di circa un migliaio di partecipanti si è mosso attraversando il centro cittadino fino a terminare a piazza della Scala davanti il Comune. I compagni della FAI e dell’USI hanno preferito posizionarsi nella coda del corteo distribuendo i volantini che preannunciavano la iniziativa su Pinelli del 14 dicembre al Micene.
Dopo altri interventi sul luogo la manifestazione è terminata.

 

La serata in ricordo di Pinelli il 14 dicembre


Si è svolta come preannunciato, organizzata dalla Federazione Anarchica Milanese, “spazio micene” e USI milanese, la serata del 14 dicembre in ricordo di Giuseppe Pinelli in via Micene, come ormai avviene da diversi anni. La sala era piena, molti costretti a seguire in piedi. Dopo l’aperitivo il cui incasso è stato devoluto al movimento di lotta curdo è iniziata la serata come previsto dal programma. C’ è stato un breve intervento in cui è stata espressa la soddisfazione e il ringraziamento da parte di un esponente dello “spazio micene”.

E’ seguito un intervento del compagno Pino del San Paolo che ha evidenziato la battaglia che stanno facendo assieme all’USI del San Carlo, i due ospedali sono stati accorpati dalla Riforma Regionale, contro il progetto, già in fase di attuazione, di costruire un aeroporto per elicotteri (spostato dalla località di Bresso) all’interno dello spazio del San Carlo, devastandone il parco, ma soprattutto mettendo a rischio e creando notevoli disagi ai dipendenti e ai degenti dell’ospedale oltre che degli abitanti che vivono in zona.

 

Successivamente è intervenuta la compagna curda che innanzitutto ha accomunato la morte di Pinelli ai martiri della Resistenza Curda che non muoiano mai, perché vivono nel ricordo. Poi ha approfondito la storia del movimento di lotta dei curdi, distribuiti in varie nazioni, della nascita del PKK (partito curdo dei lavoratori) che era partito da posizioni maxiste-leniniste e successivamente approdato ad una linea politica che viene attuata nei territori dove ne hanno la possibilità, quella del Confederalismo democratico, in antitesi alla costruzione di uno Stato, ma basandosi sul decentramento federativo, sull’autogestione territoriale, sulla parità, anche nella distribuzione delle cariche, tra uomo e donna, nella lotta ecologica per la difesa del territorio e soprattutto sulla convivenza tra varie culture ed etnie presenti nel territorio.


E’ seguito un intervento di un giornalista curdo della Turchia, attualmente in esilio, che tramite l’opportuna traduzione, ha parlato della situazione attuale in Turchia, presentando il tentativo di colpo di stato di quest’estate come una lotta tra poteri militari, utilizzato dal governo di Erdogan per un effettivo colpo di stato accanendosi attraverso una forte repressione contro il movimento curdo, la sua Resistenza, le sue comunità, e contro l’intero movimento di opposizione. Tutto questo segnala una instabilità interna molto forte che potrebbe sfociare in successivi colpi di stato.

 

Ha ringraziato i presenti facendo appello a sostenere le lotte della Resistenza Curda, invitando a protestare conto il governo Turco e quanti lo sostengono.

La serata proseguiva entrando nel merito della vicenda di Pinelli, ricordando la figura di propagandista dell’ideale anarchico, della sua forte partecipazione come lavoratore nelle grandi lotte del tempo e nel suo impegno nella ricostruzione dell’USI a Milano. Si riaffermava l’accusa del suo assassinio, ricordando il grande impegno con cui la moglie Licia si è spesa tutta una vita battendosi come una leonessa contro le menzogne di Stato e per ristabilire la verità.

Sono intervenute le figlie presenti, prima Claudia, che dopo aver ringraziato la compagna curda per il ricordo di Pinelli, ha ribadito il grande impegno della madre sulla vicenda. Ha ricordato con emozione questa iniziativa che dura nel tempo proprio nel quartiere dove il padre e l’intera famiglia viveva. Ha evidenziato le tante iniziative che particolarmente in questi giorni e che in molte delle quali ha partecipato. Ha ricordato oltre la tragica morte del padre che Valpreda è stato incarcerato innocente per tre anni, rilasciato anche in seguito alle mobilitazioni, senza aver ricevuto le scuse da nessuno. E’ seguito l’intervento della sorella Silvia, anch’essa ringraziando i presenti, evidenziando le tante iniziative, anche quella degli studenti, annoverando fra le vittime anche quella dei Saltarelli, internazionalista, colpito da un candelotto dalla polizia, nei pressi della Statale, in una manifestazione vietata in cui gli anarchici si erano mobilitati dell’anniversario del 12 dicembre.

La serata all’interno dello “spazio micene” si concludeva con un ricordo rivolto all’80° anniversario della Rivoluzione Spagnola con un intervento del compagno Catanuto che leggeva un elenco di compagni caduti nella ribellione al golpe franchista, declamava una poesia in ricordo di Pinelli attraverso l’immagine dei corpi che precipitano, recitando un componimento che ricordava la resistenza dei compagni al franchismo e le realizzazione nella Rivoluzione Spagnola. Terminava cantando una canzone che inneggiava alla lotta delle donne spagnole in quell’epoca.

A questo punto si formava un lungo corteo che nella tarda serata percorreva le vie attorno, accompagnate dal “coro del micene” con canti anarchici, della resistenza e dell’internazionale. Il corteo terminava sotto la lapide di Pinelli, nel luogo dove abitava, dove veniva posta una corona con nastro rosso/nero, mentre il coro continuava con il suo repertorio con la partecipazione dei presenti particolarmente coinvolti da “figli dell’officina”, “addio Lugano bella”, “la Ballata di Pinelli”.

Enrico Moroni

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