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N° 132

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Milano: Presidio davanti al consolato argentino

Sabato 25 novembre si è svolto a Milano nel primo pomeriggio un presidio davanti al Consolato Argentino per protestare contro l’assassinio di Santiago Maldonado, militante libertario di 28 anni impegnato a sostenere la lotta del popolo Mapuche, per esigere la liberazione di Facundo Huala, mapuche incarcerato da diversi mesi, assieme ad altri suoi compagni, colpevoli di rivendicare la restituzione delle terre rubate al loro popolo.

 

Molto consistente era il dispiegamento delle forze di polizia e della Digos a difesa del Consolato.

Al presidio hanno partecipato un centinaio di compagni e attivisti, malgrado la pioggia cadente, molti dei quali mostravano la foto ingrandita di Santiago. Nelle mura del palazzo dove c’era la sede del Consolato Argentino sono stati appesi grandi striscioni: “Facundo Huala libero subito sequestrato dallo Stato argentino”, “Santiago vive”, “Fuori Benetton dal territorio Mapuche”.

Ci sono stati interventi attraverso un megafono, in particolare di una compagna mapuche che ha ricordato la modalità dell’uccisione di Santiago, nel ricordo per sempre, accusando il governo argentino della sua morte, come di essere responsabile della vendita dei territori sottratti ai Mapuche, poi venduti alla multinazionale Benetton per i suoi commerci speculativi, e di essere responsabile in prima persona della forte repressione esercitata contro la lotta di resistenza dei Mapuche.

L’assassinio di Santiago, scomparso durante un’azione repressiva da parte del governo per poi essere ritrovato successivamente ucciso, ci riporta alla memoria una pagina buia della storia argentina, quando un colpo di stato aveva consegnato nelle mani dei militari un potere assoluto, dove gli oppositori sparivano nel nulla (i desaparecidos) nascosti nelle galere, torturati, assassinati.

In questa fase dell’attuale repressione verso la popolazione Mapuche anche Benetton ha le sue gravi responsabilità, anzi ne è parte attiva. I suoi bei negozi grondano di sangue innocente e di diritti calpestati.

Durante il presidio una delegazione è salita fino ai piani dove ha sede il Consolato Argentino per consegnare una lettera di vibrante protesta. Slogan venivano scanditi durante il Presidio verso il Consolato, il più gridato “assassini!
Si è poi formato un corteo che attraverso il centro è arrivato davanti ai negozi di Benetton nella centralinissima zona della piazza del Duomo per continuare la protesta contro la nota multinazionale.

I compagni dell’USI assieme ai compagni di area anarchica e libertaria sono stati presenti per la durata dell’intera iniziativa promossa dalla “Rete internazionale in difesa del popolo Mapuche”. Si fa presente che l’Unione Sindacale Italiana ha promosso un gemellaggio con le comunità mapuche in territorio cileno, dove la questione delle terre espropriate è la stessa, impegnandosi per una campagna a livello nazionale di contro-informazione e di raccolta fondi a sostegno dalla popolazione mapuche.

L’USI-AIT si sente molto coinvolta in questa azione di sostegno, sia per i motivi della solidarietà internazionalista verso tutti gli sfruttati e gli oppressi in tutto il mondo, sia anche e soprattutto per le il sentimento di vicinanza che ci lega alla cultura e al sistema d’organizzazione sociale mapuche, senza stato, autogestionario, dove le varie comunità decidono con la pratica assembleare e si coordinano attraverso il metodo federalista.

L’USI-AIT si è impegnata a promuovere iniziative solidali in varie località del territorio italiano.

A Milano i compagni dell’USI hanno organizzato nella giornata del 12 novembre una riuscita iniziativa a sostegno della lotta dei Mapuche assieme al Cox 18 nella sede del Conchetta con la partecipazione della “rete”. Un’altra iniziativa è programmata per il 14 dicembre, allo Spazio Micene in via Micene in ricordo dell’assassinio di Pinelli e dove si tratterrà anche della questione della lotta dei Mapuche nel quadro della repressione internazionale, promossa dalla FAI di Milano, dall’USI milanese e dallo “Spazio Micene”, sperando di raccogliere anche contributi a favore dei mapuche.

Enrico Moroni

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