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N° 132

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Contro le servitù militari

                      Per una riconversione da territorio militare a verde pubblico


Nel pomeriggio di domenica 28 gennaio come era stato preannunciato si è svolta una iniziativa di protesta in via Forze Armate ang. via della Rovere a Milano, ai confini con la località di Baggio. Scopo della mobilitazione era la difesa del terreno denominato Piazza d’Armi, un polmone verde di otre 40 ettari, da troppi anni abbandonato, dove la natura ha fatto fiorire spazi alberati, in mezzo al verde, dove moltissime specie animali hanno trovato un proprio habitat.

Organizzatori della iniziativa di rivendicazione, affinchè tale spazio diventi pubblico, erano diverse associazioni sotto la sigla “Coordinamento dei Comitati e dei Cittadini per Piazza d’Armi”: Associazione Parco Piazza d’Armi – le giardiniere, Comitato Cittadini per Piazza d’Armi, Dimensioni Diverse, Soy Mendel, Trotto Bene Comune, Off Topic, Comitato Intercomunale Silla 2.

La zona, posta in mezzo alla città, è circondata da magazzini militari e case per militari da molto tempo abbandonate. Tale territorio un tempo veniva usato per esercitazioni militari. Adesso il Ministero della Difesa ha ceduto la proprietà a Invimit SGR con l’obbiettivo di vendere per far cassa. Il Comune di Milano aveva predisposto l’area per l’edificazione di diversi grattacieli, cioè una vasta cementificazione, mentre l’Inter è in trattativa privata con l’amministrazione comunale per costruire un suo campo sportivo: meno palazzi a favore di verde privatizzato e sintetico.

Il Coordinamento dei Comitati rivendica la restituzione di Piazza d’Armi agli abitanti di Milano, sottraendo uno spazio all’incuria per restituirlo alla collettività con un progetto ben preciso: bisogno vitale di aria pulita e spazi verdi, territori agricoli per prodotti a km. 0, imprese sociali e culturali.
All’appello hanno risposto molti manifestanti che hanno circondato i gazebo predisposti dove si offrivano bevande calde come vin brulè e tè e si esponevano cartelli d’informazione e di denuncia. Una parte numerosa dei presenti ha superato la recensione e invaso il territorio pressoché incontaminato con un corteo che è entrato molto in profondità con in testa la mitica Banda degli Ottoni che con le loro note allegre guidavano la marcia in una giornata particolarmente nebbiosa.

Quando il corteo all’interno si è fermato ci sono stati degli interventi al megafono che hanno spiegato le motivazioni della protesta. Si è poi usciti da quel terreno recintato ritornando ai gazebo con il proposito dichiarato di continuare quella lotta rivendicativa ed esprimendo la soddisfazione per la buona riuscita della mobilitazione.

Enrico Moroni

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