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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Appuntamenti
Per una nuova Resistenza

Ovvero: "la Resistenza tradita"


Le celebrazioni del 25 Aprile più che la festa di liberazione evocano l’immagine della “Resistenza tradita”.

• Lo confermano le commemorazioni celebrative in cui si fa sfoggio di parate militari con i generali in testa al codazzo di politici servili attaccati ai privilegi di cui godono affiancati dai rappresentanti delle associazioni padronali.

Fin dall’inizio il segnale sbagliato lo ha dato l’allora segretario del PCI, Palmiro Togliatti nella funzione di ministro della giustizia, concedendo l’amnistia generalizzata ai fascisti, mentre i compagni della Resistenza che avevano continuato a far pulizia delle canaglie fasciste anche un giorno dopo la “liberazione” furono costretti a marcire in carcere anche fino a 30 anni.

Già le milizie partigiane anarchiche e libertarie nel milanese – quali la “Malatesta-Bruzzi” – diedero un forte segnale di effettiva liberazione, praticando forme di autogestione in alcune fabbriche dei fascisti e con l’espropriazione nei magazzini di vestiario e derrate alimentari da distribuire alla popolazione ridotta alla fame. Ma il governo in carica ristabilisce da subito il vecchio ordine riconsegnando le fabbriche ai proprietari fascisti o complici del fascismo riconfermando tutti i soggetti compromessi con il regime dittatoriale nel ruolo di comando all’interno delle istituzioni.
• Oggi le conseguenze sono che i fascisti (di forza nuova e non solo) hanno libertà di organizzazione, di parola e di azione;
• Il 25 Aprile è un giorno di “festa” in cui i centri commerciali sono aperti e si perpetua lo sfruttamento dei lavoratori anche in questa giornata;
• La crisi la pagano solo i lavoratori e le lavoratrici con il ricatto della precarietà, con i licenziamenti facili e la disoccupazione, con uno sfruttamento senza regole, bassi salari e basse pensioni, mentre le forze padronali con la crisi aumentano i profitti.

Solo una Nuova Resistenza che persegue come obiettivo l’abolizione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo può realizzare una società effettivamente egualitaria e libera: una vera giustizia sociale!


Unione Sindacale Italiana (USI-AIT) Provinciale milanese

 
1° Maggio a Firenze

FIRENZE – 1° MAGGIO 2016 !
FESTA INTERNAZIONALE DEL LAVORO E DEI LAVORATORI


30 APRILE 2016:
• Dalle Ore 22.00 : PERFORMANCE COMUNICATIVA, per le strade del centro, con cartelli slogan, striscioni per contestare il carattere consumistico della notte bianca, a ridosso del Primo Maggio, RITROVO ALL’ATENEO LIBERTARIO, FIRENZE, BORGO PINTI 50 ROSSO ORE 21.30.


1° MAGGIO 2016:
• Dalle Ore 11.00 : PRESIDIO IN VIA RICASOLI, DAVANTI A CARREFOUR, ANGOLO PIAZZA SAN MARCO,
contro le aperture festive dei centri commerciali e lo sfruttamento dei lavoratori del settore.


Tutti sono invitati a partecipare!


• Dalle Ore 12.00 : PRANZO E MUSICA Presso “il FONDO COMUNISTA” DI ROVEZZANO, in Via Rocca Tedalda 277, con interventi di lavoratori, studenti e realtà di lotta.

 

• Dalle Ore 18.00 : SERATA DI FESTA E DI LOTTA in PIAZZA DEI CIOMPI, con le organizzazioni antagoniste e libertarie del quartiere.


OTTO ORE DI LAVORO, OTTO DI SVAGO, OTTO PER DORMIRE” con questa parola d’ordine quasi due secoli fa i lavoratori di tutto il mondo dettero vita ad una straordinaria mobilitazione che vide il suo apice nella data del 1° Maggio 1886; lo sciopero per la riduzione dell’orario lavorativo, partito dalla fabbrica di macchine agricole McCormick a Chicago, si espanse a macchia d’olio e centinaia di migliaia di lavoratori incrociarono le braccia, le grandi manifestazioni che seguirono furono represse nel sangue, con l’uccisione nei soli negli stati uniti di 21 manifestanti e la ingiusta condanna di 8 organizzatori sindacali anarchici (i “Martiri di Chigago“) che avevano partecipato alle proteste, con l’accusa di “aver istigato allo sciopero e ai disordini.”

 

Degli otto attivisti, Oscar W. Neebe viene condannato a quindici anni di carcere; gli altri sette vengono condannati alla forca: Adolph Fischer, August Spies, George Engel e Albert Parsons, vengono impiccati nel novembre dell’anno successivo, Luis Lingg muore suicida in carcere due giorni prima dell’esecuzione, per Michael Schwab e Samuel Figline, la pena viene commutata in ergastolo.
In onore di tali mobilitazioni, 1° Maggio divenne Giornata internazionale del lavoro, in Italia istituita nel 1890.


Oggi il capitalismo, anche in Italia, ha riportato a quel livello le condizioni del lavoro, i recenti provvedimenti governativi individuano infatti il precariato come modello generale, cancellano tutele e garanzie, diffondono la disoccupazione, inibiscono le lotte salariali e la difesa dei diritti, spingono le tensioni sociali e gli scontri tra lavoratori, per costringere a lavorare senza sicurezza e dignità persino nei giorni festivi; ne sono esempi il Jobs Act, la Riforma Fornero e gli attacchi al Diritto di Sciopero.


A Firenze, Sindacati di Base e molte organizzazioni cittadine, hanno deciso di collegare alcune iniziative pubbliche per la festa del Primo Maggio, per riscoprire il carattere di lotta e rivendicazione di questa giornata, rilanciando la mobilitazione unitaria e solidale, per la riduzione dell’orario lavorativo giornaliero a parità di retribuzione, per stipendi dignitosi, per un giusto regime pensionistico, per la sicurezza del lavoro e sul lavoro.


Vi saranno inoltre molte altre iniziative cittadine che, seppur non legate a questo percorso comune, onoreranno a Firenze la giornata del Primo Maggio 2016.


Il 1° Maggio è la Festa internazionale del lavoro e dei lavoratori, non è il giorno dopo la “Notte bianca” dei locali e dei negozi aperti e asserviti al consumismo, non è il giorno dedicato allo shopping sfrenato in esercizi tenuti spesso aperti usando lavoratori precari, con contratti da fame. Riprendiamocela!


– IL COMITATO PER LA CELEBRAZIONE DELLA FESTA DEL PRIMO MAGGIO ALL’ISOLOTTO, che Organizza anche quest’anno anno la
GIORNATA DI FESTA IN PIAZZA DELL’ISOLOTTO dalle ore 13,00 con PRANZO E DIBATTITO, sostiene i contenuti del percorso unitario.

Adesioni:

Cub Firenze, Cobas Firenze, Usi-Ait Firenze, Sgb Firenze, Fondo Comunista Firenze, Fauc, Pcl Firenze, Movimento Lotta Per La Casa Firenze, Clash City Workers, Prc Firenze, Collettivo Ska Galileo, Collettivo Alberti, Ateneo Libertario, Collettivo Bujanov,

 
1° Maggio a La Spezia

Il Primo Maggio di Usi-Ait a La Spezia.

 

Cos’è, oggi, il primo maggio? Un giorno lavorativo per molti, mentre si perde il senso di una festa che sviluppava una forte contrapposizione alla realtà ingiusta e pesante in cui viviamo.

 

Il sindacato Usi-Ait ha indetto lo sciopero generale il primo maggio 2016 per riappropriarsi di questa giornata, con le parole d’ordine di una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro e della vita lavorativa.

 

A margine dello sciopero e per festeggiare il primo maggio, Usi La Spezia e territorio organizza due iniziative.

 

La mattina saremo in Via Vittorio Veneto, altezza piazza Europa, a distribuire volantini, facendo sentire una voce dissonante da chi vuol cancellare la storia e le lotte di oggi, rendendo impossibili quelle del futuro.

 

Nel pomeriggio saremo in piazza Brin con volantinaggio, banchetti di libri, pecorino e fave, mantenendo la continuità con la tradizione del primo maggio e proiettandolo verso il futuro.

 

Primo maggio 2016 USI-AIT La Spezia:

 

- 9.30-13.00 portici via Vittorio Veneto, altezza piazza Europa.

 

- 14.00 -20.30 piazza Brin

 

 

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A dispetto della Commissione di Garanzia

Primo Maggio: sciopero generale!

Con lo sciopero generale del 18 marzo si voleva dare uno stop alla rassegnazione e un forte segnale di ripresa della conflittualità da parte di quelle forze sindacali e sociali antagoniste. Il risultato ottenuto, come abbiamo già commentato, è stato al di sopra delle aspettative, sia per l’adesione allo sciopero che per l’impatto ottenuto dalle manifestazioni che si sono svolte. La stessa reazione indignata del primo ministro Renzi che da Bruxelles ha voluto profferire minaccie per una ulteriore restrizione al diritto di sciopero è un segno evidente.

 

Uno sciopero che oltre alla rivendicazione per le condizioni critiche che subiscono i lavoratori e le lavoratrici, la lotta alla precarietà e ai licenziamenti facili, metteva in particolare rilievo la mobilitazione contro la guerra, le spese militari, e contro l’accordo tra confindustria e Cgil, Cisl, Uil sulla rappresentanza sindacale per impedire di scioperare contro i loro accordi bidone.

Organizzandoci per lo sciopero generale c’era anche l’intesa che successivamente si continuasse il percorso per il raggiungimento degli obbiettivi che erano alla base dello sciopero stesso. Quello della mobilitazione per il Primo Maggio è un’ottima occasione che ci si offre per proseguire quel percorso unitario. Ed è su questa base che in diverse località si sta predisponendo un ulteriore passo in avanti. Per quanto riguarda Milano attualmente si sta mobilitando un’area composta da CUB, SGB (i fuoriusciti da USB) USI, il SI Cobas interessato non si è ancora pronunciato, assieme alle aree di opposizione sociali come i Centri Sociali del Cantiere, del Lambretta, dello Zam, della Fornace.

 

Si sta creando una piattaforma unitaria che, pur facendo riferimento alle passate edizioni dei May Day, vuol essere la continuazione degli obbiettivi del recente sciopero generale.

Nell’appello d’indizione della manifestazione si sottoscrive: “In continuità con le motivazioni dello Sciopero Generale Nazionale del 18 marzo, da Milano leviamo un grido di rivolta: riaggregriamo le realtà del conflittualismo sociale e trasformiamo il percorso di avviamento e la giornata della May Day in mille occasiono di lotta contro la guerra e le spese militari, per l’autodeterminazione dei popoli e per la digitò di chi lavora, di chi studia, di chi abita (lavoro stabile e tutelato – reddito garantito – scuola pubblica e diritto allo studio – diritto alla salute – uguaglianza per i migranti – diritto alla casa – democrazia in azienda contro l’accordo truffa sulla rappresentanza).”

L’USI ha proposto un’integrazione all’appello con la seguente aggiunta: “L’origine del Primo Maggio ci richiama alla rivendicazione della riduzione dell’orario di lavoro e degli anni per il diritto alla pensione. A testimonianza che rimane una giornata di lotta viene promosso lo sciopero.

E’ da precisare anche che per la giornata del Primo Maggio l’USI ha proclamato lo sciopero generale e la CUB ha proclamato lo sciopero nel settore del commercio per le giornate del 25 aprile e del Primo Maggio.

 

La priorità che in questa fare l’USI sta dando alla rivendicazione della riduzione dell’orario di lavoro di 30 ore settimanali e 30 anni per il diritto alla pensione verrà particolarmente caratterizzata in questa scadenza del Primo Maggio.

Sono anche previste iniziative nel percorso di preparazione della Manifestazione proposte ad attuate da ciascuna realtà con il sostegno di tutta l’area organizzatrice. La partenza del corteo a Milano sarà lo stesso di sempre: piazza 24 Maggio, nelle prime ore del pomeriggio.


Enrico Moroni



Questo articolo è pubblicato sul numero 12 di Umanità Nova.

 
Milano si prepara al 1° Maggio

Si stanno svolgendo a Milano degli incontri di preparazione per il Primo Maggio. Attualmente partecipano come sindacati la Cub, la nuova formazione SGB e USI. Il SI Cobas si è dimostrato interessato ma non si è ancora espresso. Da parte dei Centri Sociali sono coinvolti attualmente il Cantiere, il Lambretta, lo Zam e la Fornace.

 

Da molti anni a Milano la manifestazione del Primo Maggio alternativa era quella della May Day, centrata sulla precarietà, molto partecipata dalle aree giovanili attraverso carri allestiti e molta musica. L’USI milanese si è sempre defilata da tali sfilate molto folcloristiche. Mentre lo scorso anno anche l’USI ha partecipato alla manifestazione di quel fronte unitario che si era costituito contro l’EXPO, con le note vicende che l’hanno caratterizzata, con una coda di polemiche che si è protratta nel tempo.

 

Quest’anno abbiamo deciso di partecipare al percorso di preparazione alla manifestazione che, pur richiamandosi alle origine della May Day, si presenta come continuità dello sciopero generale del 18 marzo e dei suoi obbiettivi tra cui contro la guerra e le spese militari, contro il famigerato accordo che blinda le rappresentanze sindacali, contro la precarietà e per la rivendicazione dei diritti dei lavoratori, lavoratrici e del miglioramento delle loro condizioni nell’ambito lavorativo, uguaglianza per i migranti, rivendicando il diritto alla salute, alla scuola, alla casa. Da parte nostra è stato proposto d’integrare l’appello aggiungendo: “L’origine del Primo Maggio ci richiama alla rivendicazione della riduzione dell’orario di lavoro e degli anni per il diritto alla pensione. A testimonianza che rimane una giornata di lotta viene promosso lo sciopero.

Sono previste iniziative nel percorso di preparazione della giornata del Primo Maggio che ciascuna realtà può proporre e attuare con il sostegno di tutti oltre ai presidi da attuare nella mattinata della giornata. Siamo nella fase di concordare il percorso del corteo. Resta fisso l’appuntamento della partenza: piazza 24 Maggio, prime ore del pomeriggio.

Enrico Moroni

 
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