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N° 132

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Solidarietà Autogestita

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

libroUSI 1

ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Notizie
Dove va il pubblico impiego?
Scritto da Administrator   
Lunedì 22 Gennaio 2018 17:57

Intervista a Beppe Allegri


Mance elettorali? Campagne stampa sui furbetti del cartellino orchestrate da furbetti dell’impresa, della banca, della politica?


Preferiamo concentrarci su analisi di profondità e possibili strategie che interessano milioni di persone che lavorano per erogare servizi pubblici e che li utilizzano.    

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Gennaio 2018 18:13
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Vita da free lance
Scritto da Administrator   
Sabato 20 Gennaio 2018 19:27

Intervista ad Alex Foti.


Vita da free-lance”. Com’è in Italia la vita da free-lance, ammesso se ne possa parlare in una sola nazione?

Una vita di povertà passata a inseguire gente che ti deve compensi e tasse da pagare come partita iva, anche se qualcosa sta iniziando a cambiare per quelle monocommittente aprendo la strada a forme di autorappresentanza, e anche autotutela come per esempio la non-profit Smart che in Belgio rileva le fatture e fornisce assistenza contrattuale e previdenziale. Non penso però che i free-lance siano l'idealtipo precario, che penso sia piuttosto rappresentato dalle persone che lavorano a tempo determinato e/o part-time.

 

Essere di sinistra oggi” al tempo dei 5 stelle, delle continue riaggregazioni dei partiti post-comunisti,che ad ogni giro si allontanano dalle loro origini ed efficacia; della Lega Nord che sfonda tra chi lavora e del nazionalsocialismo rinascente? Hai usato la cromatologia per sviluppare un ragionamento ….

In Anarchy in the EU, il libro precedente, profetizzavo il declino del rosso comunista e socialista a vantaggio del nero anarchico, del pink femminista e del verde ecologista. In Essere di sinistra oggi cercavo di infondere un po' di spirito rivoluzionario del 2011 nella scialba sinistra nostrana alla vigilia delle elezioni 2013 (Bersani-Vendola, ora nello stesso partito). Ad ogni modo la ripresa del socialismo nel vecchio centro neoliberista con Bernie Sanders e Jeremy Corbyn va contro la mia tesi, mentre il crollo dei partiti socialdemocratici e socialisti nell'eurozona la conferma. 

 

Le domande sono fatte usando i titoli di libri, tuoi e di Sergio Bologna/Dario Banfi, libri intesi come strumenti pratici, utensili. Cosa diresti per convincerci a leggere le opere di Paolo Gribaudo? (The mask and the flag) Sì. Paolo Gerbaudo (corrige). Si tratta del sociologo che a livello internazionale ha meglio spiegato il ruolo dei social media nel movimento delle piazze accampate (in Tweets and the Streets) e poi ha proposta la migliore teoria socio-politica in circolazione per spiegare il populismo contemporaneo, soprattutto quello di sinistra, in The Mask and the Flag, che è un grande lavoro di sociologia comparata di tutti i movimenti globali del 2011-2016, da Tahrir a Gezi Park, dalla Spagna al Brasile, da Occupy Wall Street a Nuit Debout.

 

Sergio Bologna, non proprio l’ultimo arrivato,mi faceva notare che in USA lo storico sindacato d’azione diretta, gli IWW,è stato rilanciato (cito a memoria) dai free-lance che si riunivano nei caffè di Starbucks per lavorare col wi-fi gratuito. Anche tu ne hai scritto nel tuo General theory of the Precariat (pag.73)… Sinceramente si trattava di dipendenti di Starbucks di New York guidati dall'attivista Daniel Gross. Sono stati i e le baristas precari/e che si sono organizzati nella IWW Starbucks Workers Union nel periodo 2004-2008. Howard Schultz ha impiegato ogni mezzo legale e illegale perché fallissero. A tutt'oggi le catene di ristorazione in America restano luoghi dove il sindacato non può entrare.

 

Hai pubblicato “General theory of the precariat”ad Amsterdam, in inglese. Quali sono i punti da ritenere del tuo saggio?

L'ho pubblicato in inglese per far conoscere la teoria della precarietà secondo il movimento autonomo italiano a una platea più vasta che conosce il concetto attraverso l'opera di Guy Standing, che ha popolarizzato ma anche deformato il concetto. Inoltre volevo dare un'interpretazione cliodinamica della Grande Recessione (su cui lavoro dal 2004) che fosse più fondata storicamente di quella di Paul Mason, che si affida quasi esclusivamente a Kondratiev per prevedere un alquanto incerta fuoriuscita dal capitalismo. I punti principali sono del libro sono: il precariato è la classe sociale storicamente creata dal neoliberismo che dopo la crisi è diventata predominante nella produzione di ricchezza - subentra alla classe operaia come antagonista chiave del capitale (ne consegue che posizioni che continuano ad assumere la centralità della classe operaia sono nostalgiche e/o conservatrici) - è il soggetto storico che ha guidato le rivoluzioni del 2011 e oggi è la forza sociale che, data l'identità multietnica e l'ideologia antirazzista che la contraddistinguono, si trova a fronteggiare direttamente la reazione nazional-populista di Trump, Putin, Erdogan. In sostanza il libro vuole spiegare i tre tornanti fondamentali della storia recente: la Grande Recessione del 2008, la Rivoluzione del 2011, la Reazione del 2016.

 

Quando leggevo il tuo “Essere di sinistra oggi” ho trovato un impianto keynesiano, con un riferimento all’etica anarchica degli hacker. Ti chiedo:

-mentre il capitale è transnazionale,gli stati si aggregano, falliscono più spesso delle banche, si frammentano;c’è una detassazione a livello statale, ma un aumento di tasse locali che pesano sulle persone, come può lo stato ridistribuire ricchezza?Può esistere un keynesimo senza stato? E se fosse il conflitto sindacale che ridistribuisce

Universal Basic Income è redistribuzione keynesiana con un ruolo minimo dello stato e soprattutto abolizione dell'odiato workfare (vedi inasprimento recentemente proposto da Macron per i disocuppati francesi). Non l'ho mai considerato in alternativa al conflitto sindacale e anzi vedo nella battaglia per 15 euro l'ora in tutta Europa una rivendicazione egualitaria unificante che è maggiormente difendibile se c'è il reddito di base universale (che non è né il reddito di povertà renziano o grillino né la negative income tax di berlusconi). Come dice il libro nel platform capitalism l'oligopolio è la forma mercato dominante con annessi extraprofitti. C'è molto da redistribuire togliendo il maltolto a Jeff Bezos o Mark Zuckerberg. L'etica hacker si fonda sulla condivisione aperta dell'accumulazione della conoscenza contro la logica privatizzatrice del capitalismo estrattivo contemporaneo, di natura finanziaria, fossile o digitale che sia.

 

- L’etica anarchica mi ricorda le Temporary Autonomous Zone dell’anarchico americano Hakim Bey.Nel libro “TAZ”si cita Alceste De Ambris, fondatore della nostra U.S.I..Ricordo anche la polemica di Murray Bookchin verso il life-style anarchism di H.Bey. Nel tuo “General theory..”(titolo keynesiano come pochi)compare l’anarco-populismo. E’ qualcosa vicino all’anarcosindacalismo? Il termine anarco-populismo è stato coniato da Gerbaudo per spiegare l'ideologia del 2011. L'anarcosindacalismo è un'ideologia rivoluzionaria che si propone di abbattere il capitalismo sconfiggendolo nell'arena economica, piuttosto che affidarsi all'arena politica per regolarlo. Nel populismo storico (per esempio argentino) il nesso fra movimento politico e movimento sindacale è sempre stato strettissimo, un po' sul modello del rapporto fra COSATU e ANC che ha recentemente portato alla detronizzazione di Zuma. Tuttavia i sindacati populisti sono stati raramente anarcosindacalisti, anche se penso che il platformism anarchico abbia avuto un peso nell'elaborazione populista in America Latina (non è una cosa di cui sono esperto). Il termine ha più a che vedere con la fusione delle pratiche hacker di anonymous con progetti di riappropriazione popolare della sovranità democratica. Penso che l'anarcosindacalismo come spiego nel libro sia una delle quattro principali componenti dei movimenti anticapitalisti odierni insieme all'anarca-femminismo e all'anarco-ecologismo, e soprattutto al movimento antifa d'impronta anarco-autonoma che è sempre più popolare fra i giovani ed è di vitale importanza per sconfiggere sul campo i nazi-populisti che dal North Carolina all'Austria imperversano grazie alla crisi terminale del neoliberismo. Ad ogni modo sono più anarchico alla maniera di Hakim Bey che a quella di Bookchin, fermo restando il suo contributo all'ecologismo e al municipalismo radicali con la teoria del bioregionalismo.


Per guardare la video intervista realizzata nel 2016 clicca qui.

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Gennaio 2018 19:36
 
Milano: presidio antimilitarista
Scritto da Administrator   
Sabato 20 Gennaio 2018 18:18

Sabato 13 è stato organizzato un Presidio di protesta davanti alla caserma militare Perrucchetti a Milano dalle ore 14,30. Si è scelto questo luogo per due motivazioni: sia perché è la base logistica per l’addestramento a missioni di guerra, sia perché da questa caserma escono tutte le camionette impiegate per l’operazione denominata “strade sicure” che ricopre tutto il territorio della Lombardia con il controllo sociale sul territorio. L’esercito viene utilizzato a scopi repressivi sia nelle numerose guerre esterne in cui è impegnato, sia nella guerra interna verso la popolazione quando si mobilita sulla base dei propri bisogni.

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Gennaio 2018 18:24
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Quel che resta del Contratto
Scritto da Administrator   
Sabato 13 Gennaio 2018 18:49

Pubblico Impiego. Contratto. Mobilitazione generale il 19 gennaio. Il 26 nuova Mobilitazione nelle Funzioni Centrali

 

 

QUEL CHE RESTA DEL CONTRATTO


La firma dell’ipotesi di contratto nazionale delle funzioni centrali (23 dicembre 2017) rappresenta un’ulteriore battuta d’arresto per tutto il pubblico impiego, perché questo accordo, contrariamente a quanto scrivono i sindacati della complicità, impone aumenti compatibili con i soldi stanziati dal Governo e in linea con i dettami della finanza europea. Aumenti erosi completamente dall’aumento del costo della vita, senza un centesimo di arretrato per il periodo che va dal 2010 al 2015, con risorse ridotte per il 2016 e 2017, con i soldi della produttività di tutte/i distribuiti in modo sempre più diseguale, in linea con le fasce previste sin dal 2009 dal cd. decreto Brunetta, per niente superato.

La contrattazione viene limitata alla sola suddivisione delle risorse, con criteri in gran parte decisi dalla dirigenza e del tutto esclusa su aspetti fondamentali quali orari, organizzazione del lavoro, mobilità, etc.. Le rsu ridotte ormai a rappresentare simulacri di negoziati inesistenti.

Si fa sempre più strada l'orario multiperiodale per risparmiare su forza lavoro e straordinari; si riducono gli spazi di agibilità sindacale (cessa definitivamente di esistere la già discutibile concertazione), si scaricano sul singolo lavoratore gli oneri della solidarietà (vedi le ferie solidali) che dovrebbero rientrare invece tra i diritti individuali inalienabili affinché chi si ammala non perda il posto di lavoro.

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Gennaio 2018 18:54
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Solidarietà autogestita
Scritto da Administrator   
Sabato 30 Dicembre 2017 09:38

E' uscito il numero 1 del periodico.

 

Passaparola!

Ultimo aggiornamento Sabato 30 Dicembre 2017 09:44
 
La Bravo SrL archivia
Scritto da Administrator   
Martedì 19 Dicembre 2017 13:23

La Bravo Srl di San Salvo (Chieti), ovvero la sede abruzzese della multinazionale giapponese operante in Italia, ha archiviato gli 11 (undici!) procedimenti disciplinari avviati all’indomani dello sciopero generale del 27 ottobre al quale avevano aderito.

Rammentiamo i fatti.

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Dicembre 2017 21:12
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Fascismo democratico
Scritto da Administrator   
Martedì 19 Dicembre 2017 12:37

In merito ai nazisti e fascisti a Modena.

In merito al presidio antifascista del 15 dicembre.

Quando il nemico siamo noi e non i fascisti.

Questore e Sindaco legittimano i fascisti e i nazisti in città cambiando da corteo a presidio la loro manifestazione, con il gioco delle tre carte, il medaglia d’oro al valor militare della resistenza l’hanno messo sotto ai piedi.

 

Per venerdì 15 dicembre ho richiesto un presidio in Largo Garibaldi, una telefonata della questura mi invitava a richiedere Largo Porta Bologna dove comunque a loro dire, eravamo visibili, cosa che ho fatto. Mi viene autorizzato Largo Porta Bologna, con bandiere, striscioni, musica e volantinaggi.

Arrivo il 15 dicembre alle ore 20 in via Emilia e mi vengono chiesti i documenti per entrare nella piazza che a me era stata autorizzata.
Gli urlo che a nessuno vanno chiesti i documenti per partecipare ad un presidio antifascista.

Il presidio contava già 300 persone, mi dirigo sul lato della piazza verso Largo Garibaldi e trovo un enorme schieramento di polizia con scudi, caschi e manganelli già pronti in mano.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Dicembre 2017 12:43
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Alcune considerazioni dopo lo sciopero generale del 27 ottobre
Scritto da Administrator   
Domenica 17 Dicembre 2017 18:32

L’attacco repressivo in atto contro il diritto di sciopero e alla rappresentanza Sindacale, invece di indebolire l’area del sindacalismo conflittuale l’ha rafforzata.

Non dobbiamo sottovalutare, nella buona riuscita di questo sciopero, l’importanza che ha avuto l’Assemblea nazionale dei delegati e militanti del sindacalismo di base e dell’opposizione sociale che si è svolta a Milano nella giornata del 23 settembre. E' la conseguenza di quella coesione che si è creata tra quei sindacati di base, alternativi e conflittuali che con coerenza non si sono sottomessi, pur di avere una parvenza di Rappresentanza, al famigerato accordo sulla rappresentanza, definito TUR, che, in cambio, chiede la rinuncia a scioperare in caso di accordi e rinnovi contrattuali “bidone” approvati, ai quali ci hanno ormai abituati i sindacati confederali.

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A mio padre
Scritto da Administrator   
Domenica 17 Dicembre 2017 07:44

di Claudia Pinelli.

 

Il freddo è intenso, oggi come tanti anni fa e non solo per il clima di questo mese di dicembre.

 

Eravate belli. Volevate guardare il mondo con occhi nuovi, avevate speranze e voglia di fare, eravate convinti che l’impegno di ognuno avrebbe potuto creare una società più giusta, in cui i diritti di tutti sarebbero stati rispettati.
A quante manifestazioni hai partecipato, quante ne hai organizzate e gli scioperi della fame e i sit-in e le discussioni, a quante cariche della polizia sei scampato…quanto impegno nella tua vita, sempre dalla parte degli ultimi, con l’ottimismo e l’allegria con cui affrontavi la vita. Una vita povera, ma ricca del calore di affetti, di ideali, di compagni, di valori, di etica, di coerenza.
Faceva freddo a dicembre anche in quel 1969, tanto freddo.
E’ atroce entrare in una banca e morire per una bomba.
E’ atroce morire per mano di chi voleva coprire la matrice di quella bomba.
Il tuo precipitare nel cortile della questura, ci rimane squarcio nel cuore.
Sappiamo tanto ora, su quello che è avvenuto in piazza Fontana, delle trame fasciste, della manovalanza fascista di uno stato artefice e complice che ha tramato, ordito e depistato, assolto tutti non riuscendo a nascondere quanto marcio sia il sistema.
Per la tua morte solo frettolose archiviazioni, poche indagini, nessun processo. Lo stato non processa sè stesso, nè allora, nè ora.
In questi anni ci sei sempre stato, presenza che ha scaldato i cuori di quanti ti hanno conosciuto e di chi ha fatto sua la tua storia, in questi anni ci sei sempre stato e hai permesso incontri, sguardi, condivisioni e ti ho ritrovato negli occhi di chi ancora resiste, di chi ancora continua a sperare in una società più giusta e più umana.

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Solidarietà autogestita
Scritto da Administrator   
Venerdì 15 Dicembre 2017 19:27

Brigate Solidarieta Attiva BSA LentigioneI cataclismi climatici sono una vera iattura. Non vi è molto di positivo da ricavare da situazioni che prevedono se non (fortunatamente) morti, comunque sofferenze, privazioni ed un destino segnato.
Tra i pochissimi lati positivi, il fatto che diventano occasione di una solidarietà agita ed inseribile in un più generale modo di intendersi in mezzo agli altri, di tradurre in quotidianità la propria scala di valori.

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Dicembre 2017 19:35
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Solidarietà al Fenix sgomberato
Scritto da Administrator   
Giovedì 14 Dicembre 2017 21:30

Apprendiamo purtroppo oggi dell'ennesimo sgombero subito da Fenix, dal 1986 prima e orgogliosa madre di tutte le occupazioni torinesi, rioccupata e sgomberata una infinità di volte.


Siamo vicini e solidali con gli occupanti e ci aspettiamo di rivederla volare e tornare attiva tra di noi in una nuova occupazione.


L'USI-AIT vi è al fianco ed al fianco di tutte le autogestioni e sperimentazioni per un mondo senza gerarchia e autorità ma di liberi ed uguali.


Solidarietà quindi sul percorso intrapreso e solidarietà contro la repressione dello Stato.


Per l'USI-AIT Colby

Segretario Nazionale

 
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