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N° 132

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  DeliverUnion


 

 

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Sanità
Chiusa la Vertenza al Cottolengo di Pisa

Comunicato finale

Dopo cinque mesi di lotta che ci hanno visto impegnati su vari fronti di mobilitazione a sostegno della vertenza presso il Cottolengo di Pisa, la segreteria nazionale sanità e USI sanità Pisa congiuntamente, al termine della prima fase legale comunicano la chiusura definitiva della vertenza contro la Coopertiva Quadrifoglio 2.

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La base HEMS non si farà!

CHI LA DURA LA VINCE

ALLA FINE L’ USI SANITÀ DEL SAN CARLO E DEL SAN PAOLO ASSIEME AI LAVORATORI, AI PAZIENTI E AI CITTADINI DELLA ZONA 7 DI MILANO HANNO VINTO LA LORO BATTAGLIA:
– IL SERVIZIO DI ELISOCCORSO RESTERA’ ALL’AEREOPORTO CIVILE DI BRESSO. LA COSTRUZIONE DELLA NUOVA BASE HEMS (helicopter emergency medical service) PREVISTA ALL’INTERNO DEL GIARDINO DELL’OSPEDALE SAN CARLO E’ STATA FERMATA.

 

La Regione e le due Direzioni Generali dell’AREU e dell’ASST Santi Paolo e Carlo hanno dovuto fare un passo indietro su questo progetto assurdo e pericoloso sulla pelle dei lavoratori e della popolazione e sono state costrette a farlo a seguito delle continue campagne di controinformazione svolte dalla sola USI Sanità, degli incontri pubblici, delle raccolte di oltre 1.000 firme tra i residenti, delle mobilitazioni e presidi dei lavoratori della sanità, sino a diverse interrogazioni regionali.

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Cesena: le mani sulla sanità.

Mani sulla Sanità: la rivolta. La salute non è profitto!?


Quello a cui stiamo assistendo in ambito sanitario è un qualcosa di diabolico e perverso. Che per il capitale, la medicina e la salute dei cittadini stia diventando sempre di più uno strumento di profitto è ormai palese ed evidente. Ogni cittadino deve perciò avere la consapevolezza che Il profitto quindi sarà di conseguenza prioritario rispetto a quello dell’utenza. I tagli effettuati in questi anni con i vari provvedimenti governativi e attraverso la conferma del blocco delle assunzioni stanno facendo pagare i costi della crisi sempre di più alle fasce più deboli della popolazione e ai lavoratori. Le politiche perseguite dai vari governi e dalle istituzioni hanno un obiettivo chiaro: vendere la nostra salute privatizzandola. Per questo motivo il servizio pubblico si riduce in maniera sempre più drastica togliendo risorse umane e finanziamenti necessari per il suo buon funzionamento. I lavoratori e le lavoratrici della sanità si trovano coinvolti in un processo di destrutturazione del sistema sanitario che lasciandoli gli unici protagonisti della necessità di adeguare la risposta sanitaria alle necessità del Paese.

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Il diritto alla salute non si compra!

LA SALUTE NON E’ PROFITTO

 

Quello a cui stiamo assistendo in ambito sanitario è un qualcosa di diabolico e perverso. Che per il capitale, la medicina e la salute dei cittadini stia diventando sempre di più uno strumento di profitto è ormai palese ed evidente. Ogni cittadino deve perciò avere la consapevolezza che Il profitto quindi sarà di conseguenza prioritario rispetto a quello dell’utenza. I tagli effettuati in questi anni con i vari provvedimenti governativi e attraverso la conferma del blocco delle assunzioni stanno facendo pagare i costi della crisi sempre di più alle fasce più deboli della popolazione e ai lavoratori. Le politiche perseguite dai vari governi e dalle istituzioni hanno un obiettivo chiaro: vendere la nostra salute privatizzandola. Per questo motivo il servizio pubblico si riduce in maniera sempre più drastica togliendo risorse umane e finanziamenti necessari per il suo buon funzionamento.

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Mobilitazione al Niguarda

DEBOLI CON I FORTI / FORTI CON I DEBOLI
L’OSPEDALE NIGUARDA TAGLIA SERVIZI INDISPENSABILI
GIOVEDì 6 APRILE ore 13
PRESIDIO ALL’INGRESSO
DELL’OSPEDALE NIGUARDA

 

Qualche settimana fa, dopo 7 anni di lavoro a tempo determinato, è stata lasciata a casa UNA LAVORATRICE DELL’OSPEDALE DI NIGUARDA, unica Assistente Sociale rimasta all’interno del Servizio Territoriale, un Centro PsicoSociale (CPS) che ha un’affluenza di più di 1000 pazienti all’anno. Pazienti che da un giorno all’altro non troveranno più l’operatore che li ha seguiti per anni e questo in contrapposizione al crescente disagio sociale determinato dalla difficile situazione socioeconomica.
Del resto, nel Dipartimento di Salute Mentale di Niguarda, presente sul territorio cittadino con 5 Centri PsicoSociali di cui uno dedicato ai giovani, negli ultimi 10 anni il numero delle assistenti sociali da 9 è sceso a 5, di cui due a parttime.
Mentre per il Servizio Sociale di presidio all’interno dell’Ospedale da 6 si è passati alle attuali 3, di cui una parttime.

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