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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Nazionale
Cesena: le mani sulla sanità.

Mani sulla Sanità: la rivolta. La salute non è profitto!?


Quello a cui stiamo assistendo in ambito sanitario è un qualcosa di diabolico e perverso. Che per il capitale, la medicina e la salute dei cittadini stia diventando sempre di più uno strumento di profitto è ormai palese ed evidente. Ogni cittadino deve perciò avere la consapevolezza che Il profitto quindi sarà di conseguenza prioritario rispetto a quello dell’utenza. I tagli effettuati in questi anni con i vari provvedimenti governativi e attraverso la conferma del blocco delle assunzioni stanno facendo pagare i costi della crisi sempre di più alle fasce più deboli della popolazione e ai lavoratori. Le politiche perseguite dai vari governi e dalle istituzioni hanno un obiettivo chiaro: vendere la nostra salute privatizzandola. Per questo motivo il servizio pubblico si riduce in maniera sempre più drastica togliendo risorse umane e finanziamenti necessari per il suo buon funzionamento. I lavoratori e le lavoratrici della sanità si trovano coinvolti in un processo di destrutturazione del sistema sanitario che lasciandoli gli unici protagonisti della necessità di adeguare la risposta sanitaria alle necessità del Paese.

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USISanità Parma

 

Passaggi di fascia delle figure non mediche, una farsa diretta dai sindacati rappresentativi collusi con i governi. Prendiamo atto della protesta che in questi giorni investe l’Ospedale Maggiore di Parma, dopo la pubblicazione delle graduatorie dei passaggi di fascia, ossia la progressione economica, determinata da fattori come l’anzianità di servizio, la quota crediti ECM obbligatori annui, il giudizio delle coordinatrici. Dall’ 1.1.2015 sono venuti meno i vincoli e congelamenti dei trattamenti economici già disposti dall’art. 9 del D.L.vo n. 78/2010, convertito nella Legge n.112/2010, non essendo state ulteriormente prorogate dalla Legge n. 190/2014 (Legge di stabilità 2015).

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Italiche interpretazioni ...

Ovvero: Quando una legge a tutela dei lavoratori – in questo paese – diventa nociva!

La legge 161/2014 dovrebbe garantire infatti il diritto al riposo per il personale anche in ambito sanitario.

 

Tutti i lavoratori sono ormai perfettamente a conoscenza che dal 25 novembre dello scorso anno è entrata in vigore applicazione della legge EUROPEA 161/2014, (Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2014) “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis”, necessaria per porre rimedio ad alcune procedure di infrazione che l’Unione Europea ha inoltrato all’Italia a causa di inadempienze in diversi ambiti. Tale legge integra, oltre ad altre cose, il DLgs66 del 2003, detta anche tutela del lavoratore e specifica che l’orario minimo che deve intercorrere da un turno a quello successivo,deve garantire 11 ore di riposo consecutivo.

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La sanità in Puglia

“Decidete una volta per tutte di non servire più, e sarete liberi”


Direttori che brandiscono lo spauracchio dei procedimenti disciplinari contro i lavoratori scomodi per l’Azienda, contro due medici-sindacalisti libertari in questo caso. Sanzionarli in modo esemplare per colpire chiunque osi segnalare o denunciare anomalie, inefficienze, violazioni, sprechi.

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Francesca e Francesco sono tornati a casa

Dopo 13 (tredici) giorni di sciopero della fame nella quale hanno continuato a prestare servizio rispettivamente al pronto soccorso dell’ospedale “Perinei” di Altamura (Francesca Mangiatordi) e al 118 Alta Murgia barese (Francesco Papappicco) e dopo la riuscitissima manifestazione popolare a loro sostegno dell’8 novembre scorso i due medici sospendono lo sciopero della fame e tornano a casa.

Tutte le info le trovate nel sito dell’Unione Sindacale Italiana ( http://www.usi-ait.org/ ). Quella che segue è la comunicazione di Francesca e Francesco pubblicata sulla pagina fb. #noiduecimettiamolafaccia.

In attesa di risposte "istituzionali" che tardano ad arrivare prosegue, nel frattempo, la raccolta firme della petizione cartacea lanciata sin dal primo giorno (oggi 11 novembre ci è stata recapitata la scansione delle sottoscrizione effettuata a Napoli). Chi vuol far pervenire la sua solidarietà ai medici in lotta ed al quotidiano che, con coraggio, ha denunciato questo ennesimo inganno ai danni del cittadino, può richiedere i moduli prestampati oppure inviare e-mail agli indirizzi: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e/o alla redazione   on line dell’ USI-AIT Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Appena possibile renderemo pubbliche le nostre valutazioni sociali e politiche.

 

USI-AIT Puglia

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