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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Lombardia
Mobilitazione al Niguarda

DEBOLI CON I FORTI / FORTI CON I DEBOLI
L’OSPEDALE NIGUARDA TAGLIA SERVIZI INDISPENSABILI
GIOVEDì 6 APRILE ore 13
PRESIDIO ALL’INGRESSO
DELL’OSPEDALE NIGUARDA

 

Qualche settimana fa, dopo 7 anni di lavoro a tempo determinato, è stata lasciata a casa UNA LAVORATRICE DELL’OSPEDALE DI NIGUARDA, unica Assistente Sociale rimasta all’interno del Servizio Territoriale, un Centro PsicoSociale (CPS) che ha un’affluenza di più di 1000 pazienti all’anno. Pazienti che da un giorno all’altro non troveranno più l’operatore che li ha seguiti per anni e questo in contrapposizione al crescente disagio sociale determinato dalla difficile situazione socioeconomica.
Del resto, nel Dipartimento di Salute Mentale di Niguarda, presente sul territorio cittadino con 5 Centri PsicoSociali di cui uno dedicato ai giovani, negli ultimi 10 anni il numero delle assistenti sociali da 9 è sceso a 5, di cui due a parttime.
Mentre per il Servizio Sociale di presidio all’interno dell’Ospedale da 6 si è passati alle attuali 3, di cui una parttime.

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La chiamano ... "riforma"

LA RISPOSTA USI DELL’OSPEDALE DI MELEGNANO E MARTESANA CONTRO I DANNI DELLA RIFORMA REGIONALE LOMBARDA

 

Con la legge 23 del 2015 la regione lombardia ha istituito 8 agenzie di tutela della salute, 27 ASST, 4 istituti di ricovero e cura a carattere scientifico IRCCS, 3 aziende regionali. Per questo pachidermico entificio ci sono: 42 direttori generali 128 direttori aziendali (amm., sanitari, sociosanitari). Ad essi si aggiungono i numerosi direttori medici e amministrativi di presidio. Insomma il SSR si avvale di una dirigenza strategica di 170 super direttori rispondenti pedissequamente ai rapporti di rappresentanza politica della maggioranza. Nessuna impresa al mondo reggerebbe con un assetto simile, se di impresa si puo parlare a proposito del servizio sanitario. Di questa riforma, (va sottolineato che l’ideatore ha albergato in via Filangieri al 2) un ginepraio di sigle, il cittadino non ha visto nulla su: ticket, liste di attesa, ingorghi ai ps ecc.

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Anche a Natale ...

C’E’ CHI DICE NO!

 

Ci sembra opportuno evidenziare che nelle trincee dove i lavoratori e lavoratrici si battono per la sopravvivenza, alcuni dipendenti dei reparti più disagiati della “Sacra Famiglia”, hanno sentito il dovere di restituire la regalia annuale dei panettoni, depositandoli nella giornata del 24 dicembre davanti all’ufficio della Presidenza della Direzione accompagnati da un messaggio di indignata protesta.


Enrico

 
Rassegnati? Mai!

Unione Sindacale Italiana (USI-AIT)

USI – SANITA’ “Istituto Sacra Famiglia”


                                                      RASSEGNATI MAI!

 

Il risultato del Referendum è stato a favore dell’accordo di chi ha rotto il fronte della lotta.

Ha prevalso la macchina da guerra messa in moto dalla Direzione Aziendale attraverso la partecipazione attiva di capi, capetti e tutta la gerarchia del comando asservito con la complicità dei sindacati sottoscrittori di un accordo indecente.

Ha prevalso la paura sulla quale è stata fatta leva per continuare, ancora una volta, a peggiorare le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici della “Sacra Famiglia”.

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Sciopero riuscito alla "Sacra Famiglia"

Ma i "pompieri sociali" sono già in azione



La Direzione Aziendale della struttura ospedaliera “Sacra Famiglia”, sotto la gestione della curia milanese, con sede centrale a Cesano Boscone, è da tanto tempo che tiene sotto pressione i propri dipendenti, imponendo loro l’aumento delle mansioni nei reparti, dove agli ausiliari oltre alla cura dei malati sono state aggiunte mansioni come il lavaggio dei piatti (tra un cambio di pannolone ed altro), compiti sottratti al personale degli appalti drasticamente ridotto, e trasferendo il personale dei reparti all’assistenza domiciliare. Tutto senza alcuna contrattazione sindacale, con lo scopo di aumentare i carichi di lavoro per ridurre i costi aziendali.

Adesso l’Azienda è tornata pesantemente alla carica, lamentando perdite amministrative da recuperare imponendo il passaggio di tutti i lavoratori dipendenti al contratto Uneba. L’azienda furbescamente aveva assunto i propri dipendenti nel tempo con tre tipologie contrattuali ognuna peggiorativa rispetta alle altre. La quota maggiore era stata assunta con il contratto Aris, successivamente con il contratto Uneba 1 e Uneba 2, peggiorativi. Tutto con l’evidente scopo di dividere ed indebolire i lavoratori. Adesso presentano il conto imponendo una unificazione al ribasso applicando a tutti il contratto Uneba per trovare giovamento dalle norme peggiorative, come ad esempio l’aumento dell’orario settimanale di lavoro portate da 36 a 38 ore.

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