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N° 132

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Di presidi e di riunioni

Il 22 novembre, in una giornata uggiosa con nuvole basse come il soffitto di una stanza, davanti all’Ospedale Versilia di Lido di Camaiore, si è tenutpo un presidio informativo, promosso dai due comitati che si battono ormai da anni contro lo strisciante smantellamento dell’Ospedale Versilia, sceso in pochi anni da 600 a 280 posti letto e contro la distruzione dei distretti e dei presidi sanitari territporiali.

Questo presidio è stato preceduto da assemblee, dalla distribuzione di materiale informativo, da una vera e propria controinformazione che ha evidenziato gli sperperi, le regalie al privato che la rossa Toscana, senza virgolette per piacere, sta attuando da anni.

Basti pensare ai 22 milioni che vengono versati a due cliniche private, ai 24 milioni che vanno ai 400 dirigenti, di quella che ormai più che una istituzione che si dovrebbe occupare della salute dei cittadini della Versilia, è un’armata di Franceschiello, quella per intenderci con tanti generali e pochi soldati e all’affitto di 18.750 euro mensili che viene corrisposto a una associazione di volontariato, si fa per dire, per l’affitto di alcune stanza.

I partecipanti hanno distribuito 700 volantini, appeso striscioni, parlato con i tanti che si recavano all’ospedale per una visita, per un’ecografia e che sottolineavano i tempi lunghissimi che sono ormai necessari per avere una semplice prestazione.

Da Seravezza, un paese di appena duemila abitanti, siamo partiti in una ventina, un numero per nulla disprezzabile, visti i tempi che corrono, in parte su un pulmino che era stato noleggiato per permettere a uomini e donne con qualche acciacco, di partecipare a questo momento di lotta. In tutto i partecipanti possono essere valutati in alcune decine. Una dottoressa, con tanto di camice bianco ci ha chiesto se avevamo il permesso di rimanere in quel luogo.

Ovviamente è stata sbertucciata e se ne è andata in fretta. Stasera riunione operativa a Seravezza per organizzare la presenza esterna all’incontro che la direzione dell’ASL ha accordato ai comitati. Quel giorno dovremo essere in tanti, belli, rumorosi e colorati a far sentire il nostro dissenso.

Comunque:
La lotta continua

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