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N° 132

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Solidarietà Autogestita

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Sanità
Contro malaffare e corruzione ...

... Cacciamo questi ladri di diritti!


In Italia, infiltrazioni mafiose, tangenti e corruzione, ogni anno assorbono fino al 30% delle spese sanitarie, sottraendo ulteriori risorse ai cittadini già colpiti dai continui tagli alla sanità pubblica. Infrastrutture ospedaliere fatiscenti, diminuzione delle dotazioni organiche, riduzione dei livelli minimi di assistenza, fusioni di ospedali pubblici e accorpamento dei reparti di degenza, esternalizzazioni, sono nondimeno conseguenze degli effetti deleteri di questa piaga sociale.

 

L’ingerenza criminale in sanità ha raggiunto livelli ormai intollerabili e dalle recenti inchieste giudiziarie si deduce tuttavia la presenza di un fenomeno molto diffuso fra gli esponenti politici e i vertici della dirigenza pubblica.

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Sanità in pericolo anche in Lombardia

Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) era nato pubblico, universale, gratuito, ugualitario, comprensivo di prevenzione e riabilitazione, una conquista dei lavoratori e dei cittadini che è oggi in grave pericolo. Sotto la pressione di “speculatori sulla salute” è stato indebolito: con l’introduzione dei ticket, con la cosiddetta aziendalizzazione, gli aumenti di orario e la precarizzazione del personale, l’esternalizzazione dei servizi, l’introduzione della libera professione, con le riduzioni di bilancio (quest’anno un altro taglio di 4 miliardi), la scelta dei dirigenti non per capacità professionale ma per fedeltà politica o confessionale. Le conseguenze sono condizioni di lavoro peggiorate per il personale, lunghe liste di attesa per gli utenti, il taglio di servizi essenziali, il disagio di un servizio mal diretto. Recenti provvedimenti rischiano di dare un colpo finale alla nostra salute.

 

Facciamo qualche esempio.

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Carrara: a proposito del NOA

La lotta non fatta per difendere una rete di ospedali delle comunità locali ( a Massa, Carrara, Fivizzano, Pontremoli) continua a portare frutti avvelenati.

 

Oggi c’è il Nuovo Ospedale Apuano (Noa) con i disagi, come parcheggi a pagamento per chi ci lavora, sia dipendente ASL o socia di cooperativa, e cellulari isolati; rischio di allagamento e amianto dove atterra l’elisoccorso.

 

Questa è solo grave disorganizzazione, mentre è follia il pronto soccorso lontano dalle cave di Carrara, dove gli infortuni continuano e la vita si gioca nei minuti per trasferire un ferito al Noa.

 

Tutto sembra dimostrare che il Noa non è fatto per la salute delle persone, ma per i profitti dei costruttori edili, comprese le coop rosse, e delle banche che li finanziano.

 

I privati costruiscono il grande ospedale unico (ce ne saranno quattro in Toscana) e vengono ripagati sia dalla Asl che dai guadagni per la gestione dei servizi non medici che girano attorno agli ospedali, a partire dai parcheggi a pagamento.

 

L'allontanamento dei luoghi di cura dalle persone fa parte di una gigantesca operazione di smantellamento dei servizi pubblici fatta a vantaggio dei soliti noti. Ci sono i costruttori edili, nel caso degli ospedali unici; le banche prestano i soldi; i politici approvano chiusure, accorpamenti, ristrutturazioni; i sindacati confederali gestiscono, alzando la voce solo se non li fanno partecipare.

 

Un sindacalista craxiano mentre veniva privatizzata la casa di riposo a Carrara in un assemblea sindacale sosteneva che “ Se la politica ha deciso, ci si deve adeguare”. Ce lo vedete uno così a lottare alla morte per la salute di tutti?

 

E quel grosso sindacato che contesta il Noa e usa i soldi di lavoratori e pensionati per affittare uno spazio dentro il Noa? E’ credibile? E’ riformabile ?

 

Diciamo NO a questo teatrino fatto sulla nostra pelle.

 

RIPORTIAMO le nostre vite SOTTO IL NOSTRO CONTROLLO.

 

USI-Lel Lucca

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Italiche interpretazioni ...

Ovvero: Quando una legge a tutela dei lavoratori – in questo paese – diventa nociva!

La legge 161/2014 dovrebbe garantire infatti il diritto al riposo per il personale anche in ambito sanitario.

 

Tutti i lavoratori sono ormai perfettamente a conoscenza che dal 25 novembre dello scorso anno è entrata in vigore applicazione della legge EUROPEA 161/2014, (Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2014) “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis”, necessaria per porre rimedio ad alcune procedure di infrazione che l’Unione Europea ha inoltrato all’Italia a causa di inadempienze in diversi ambiti. Tale legge integra, oltre ad altre cose, il DLgs66 del 2003, detta anche tutela del lavoratore e specifica che l’orario minimo che deve intercorrere da un turno a quello successivo,deve garantire 11 ore di riposo consecutivo.

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Usi Sanità Siena: Contro le 11 ore di lavoro notturno

La prima manifestazione contro le 10-12 ore di lavoro fu fatta nel lontano 1894 a Chicago e morirono 5 sindacalisti.

Oggi nel novembre 2015 , lo stato italiano, per non incorrere a una sanzione europea  deve garantire il riposo giornaliero dei turnisti di 11 ore tra un turno all'altro, legge europea 2003 orario di lavoro.
Codesta legge stabilisce che:
- tra un turno all'altro devono passare 11 ore di riposo (cosiddetto riposo giornaliero)
- il lavoratore non può lavorare più di 48 ore alla settimana (6 ore pagate automaticamente di straordinario).
- il riposo consta in 35 ore , 11 ore di riposo giornaliero + 24 ore di riposo (totale 35 ore).
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