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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Sanità
Quando la CGIL “concerta” l’USI-AIT lotta!

umanità novaDavvero emblematica la vicenda di Raffaele Trizio perché rappresenta – plasticamente – la pesante discriminazione sociale in atto a danno di chi “non piega la testa” ai diktat aziendali (siano essi pubblici o privati) a cui fa da contraltare la complicità confederale che permette l’utilizzo ed il perpetrarsi di simili abusi.
Iscritto – da una vita – alla CGIL Raffaele Trizio ha continuato – per anni – a pagare il “pizzo mensile” al sindacato che credeva “suo” salvo essere “piantato in asso” dal sindacato della Camusso nel momento di maggior bisogno: ovvero all’atto del licenziamento in tronco e senza preavviso!
La sezione USI-AIT del san Paolo di Milano – a questo punto – fa quello che qualunque sindacato degno di questo nome farebbe in casi come questo: solidarizza e tutela il lavoratore discriminato a prescindere dalla tessera sindacale che ha in tasca.
Per questa dimostrazione di concreta solidarietà – umana e sociale – due compagni dell’USI-AIT del san Paolo sono ora sottoposti all’ennesimo procedimento disciplinare da parte della direzione sanitaria (di nomina leghista). E’ superfluo rammentare che non si lasceranno intimidire e continuarenno ad assolvere la funzione di sindacalisti scomodi.
Di seguito riportiamo una, breve, cronistoria dei fatti pubblicata – questa settimana – su Umanità Nova.
La redazione

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San Paolo: il presidio continua!

Cari amici

Con grande gioia vi informiamo del provvedimento di reintegro di Raffaele – in qualità di Assistente Sociale – che oggi 1 settembre 2014 l’amministrazione del San Paolo ha adottato per ottemperare all’ordinanza del Giudice del Lavoro del 28 agosto 2014 emessa a fronte dell’impugnazione del suo licenziamento.

Non poteva essere una decisione diversa da questa, dicevamo fra noi nelle discussioni al presidio sindacale di lotta. Non poteva essere diversamente per la sproporzione dei fatti accertati (e non per le presunte intenzioni) e la punizione esiziale e feroce che voleva condannare alla pena del licenziamento un lavoratore invalido di 51 anni affetto da una malattia irreversibile.

No, questo non poteva essere il nostro San Paolo, e la mostruosità di tanta cattiveria non doveva terminare nei nostri archivi, nemmeno nella nostra storia!

maroni

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Una importante vittoria al San Paolo di Milano

ANNULLATO IL LICENZIAMENTO DI RAFFAELE

Oggi era il 22° giorno dello sciopero della fame da parte di Raffaele Trizio, sostenuto da un presidio all’interno dell’ospedale, per protestare contro il suo licenziamento e contro la minaccia di gravi provvedimenti disciplinari per due delegati USI (Pino e Giovanna) da parte della Direzione aziendale del San Paolo.raffa

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Raffaele al 20° giorno di sciopero della fame

Martedì 27 agosto alle ore 15.00 si è svolta, con una grande partecipazione di lavoratori del San Paolo del San Carlo del San Raffaele di Niguarda, di esponenti dell’opposizione sindacale milanese, del Coordinamento dei lavoratori della Sanità, la 2° udienza tenuta dal giudice T. Perillo presso il tribunale di Milano (sezione lavoro) di via Pace che ha ascoltato i testi (3 su 4 convocati) in merito ai fatti che hanno portato al licenziamento di Raffaele avvenuto il 23 maggio scorso.
L’interrogatorio dei testi si è protratto per lungo tempo e si è concluso dopo 3 ore. L’attendibilità delle testimonianze che vorrebbero mettere un uomo invalido, che si regge a stento su una stampella, nei panni di una furia trattenuta da 7 operatori di CPS “più altri” senza per altro nemmeno accedere (come è stato confermato) al cospetto diretto della sua responsabile/accusatrice ha evidentemente indotto il giudice a ulteriori verifiche che hanno rivelato una serie di contraddizioni.

È ormai chiaro che il dispiego di certi mezzi nei confronti di Raffaele è stato giustificato sulla base di interpretazioni soggettive nei riguardi delle sue intenzioni ma non certo di alcun fatto concreto non essendosi verificata la benché minima aggressione fisica… Anzi, ad essere “preso” secondo le risultanze fu proprio Raffaele, ma a quanto pare ciò sembra sfuggire ai più data la posizione di accusato che purtroppo gli è stata ritagliata addosso.
Quello che esce sempre più chiaro dall’analisi dei fatti è perciò il quadro di un tentativo per la “soluzione definitiva” di antiche ruggini interne al CPS di via Conca del Naviglio, una soluzione mirante a creare i presupposti per un trasferimento disciplinare di Raffaele in altra sede lavorativa, ma evidentemente si è trattato di un tentativo che non ha fatto i conti con i personaggi che muovono le questioni disciplinari al San Paolo. Ora la frittata è fatta e un collega invalido di 51 anni è in attesa di sentenza giudiziaria.
Raffaele che intanto ha perso 14 Kg. di peso dall’11 agosto, data di inizio dello sciopero della fame è parso molto provato tant’è che mentre guadagnava l’uscita ha rischiato di cadere per un mancamento.
Continua intanto – in attesa della sentenza che potrebbe giungere entro pochi giorni – il presidio ospedaliero nei pressi della sede sindacale a sostegno della lotta di Raffaele che nonostante le sue condizioni ha intenzione di continuare lo sciopero della fame ad oltranza in segno di protesta e per il diritto al lavoro.
LUNEDI’ 1° SETTEMBRE ’14 ore 18.00 presso il PRESIDIO PERMANENTE ospedale SAN PAOLO
RIUNIONE PUBBLICA DEL COORDINAMENTO LAVORATORI DELLA SANITA’
milano, 29/08/14
usi san paolo

 
Raffaele al settimo giorno di sciopero della fame

Cari amici e compagni

Prosegue lo sciopero della fame di Raffaele (oggi al settimo giorno), il collega invalido licenziato al San Paolo che a partire dall’11 agosto non si alimenta più ma si limita a idratarsi; pur essendo sempre più debole Raffaele non intende demordere dalla lotta estrema per un diritto, quello al lavoro, che ritiene sacrosanto; si tratta di un diritto sopra cui è passata come un rullo compressore la macchina disciplinare di un’amministrazione buona ad applicare la ritrita strategia dello shock e della tensione per nascondere quelle magagne che diventano ogni giorno più visibili in un San Paolo che a forza di chiusure e di tagli diventa ogni giorno meno redditizio e più ingestibile.

Ricordiamo che la mattina di martedì 19 agosto si terrà l’udienza per il ricorso proposto da Raffaele contro il suo licenziamento. (Tribunale civile del lavoro, via Pace ore 9.30).

 

Sempre Martedì 19/08, alle ore 18.00 presso il Presidio dell’Ospedale San Paolo, si terrà un incontro del Coordinamento lavoratori della Sanità e la cittadinanza

Continua nel frattempo su iniziativa di USI FSI la raccolta di firme contro i licenziamenti pretestuosi come quello di Raffaele nonché le ritorsioni disciplinari subite da due delegati USI per le proteste del 21 maggio contro l’utilizzo del lavoro interinale in ospedale, potete firmare anche voi presso il presidio del comitato per il reintegro di Raffaele tenuto ad oltranza 24 ore su 24 in sede sindacale.

Lunedì 18/08 presso la Dirigenza verranno protocollate ulteriori 521 firme a sostegno di Raffaele con un totale fino ad oggi di 1072 firme raccolte. Oltre alle adesioni della Fials aziendale, del M5S della Lombardia, del PRC della Provincia, ringraziamo per la solidarietà espressa le numerose sezioni locali e regionali dell’USI-AIT, Operai Azimut-Benetti di Viareggio e delegati Attivo Fiom-Lucca, l’ Usi Sanità, Conf. Cobas, Slai/cobas, SiCobas, Cub.

Un saluto a tutti

dal Presidio Permanente Ospedale San Paolo

 
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