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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Report presidio 15 Ottobre al san Paolo di Milano

3C5

Come preannunciato dal comunicato USI San Paolo nella mattinata di mercoledì 15 ottobre si è svolto il presidio di protesta davanti alla 

Palazzina della Kinesiterapia sede anche degli uffici dirigenziali del San Paolo in viale Famagosta, con il sostegno del Coordinamento Lavoratori e Utenti della Sanità Milanese, nella prima giornata d’inizio della sospensione dei due delegati USI (Pino e Giovanna) per la durata di 11 giorni, fino al 25 ottobre.

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U.P.D. = Ufficio Persecuzione Dipendenti

Sconfitto per la sentenza di condanna dell’amministrazione che è stata costretta a reintegrare al lavoro Raffaele Trizio, al gruppo dirigente leghista del S. Paolo non è rimasta che la consolazione di una rappresaglia sui delegati USI che il 21 maggio scorso protestarono in prima persona per i licenziamenti di due operatori sanitari e per il tentativo di introdurre nelle corsie gli infermieri tramite le agenzie interinali.

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Rappresaglia leghista al San Paolo contro i delegati USI

Milano, 18/09/2014


rappresaglia leghista al San Paolo contro i delegati USI

 

Sconfitto per la sentenza di condanna dell'amministrazione che alla fine di agosto è stata costretta a reintegrare Raffaele Trizio al termine della lotta iniziata il 23 maggio, al gruppo dirigente leghista del S. Paolo non è rimasta che la consolazione di una rappresaglia tesa a colpire i delegati USI che il 21 maggio scorso protestarono in prima persona per i licenziamenti in corso e per il tentativo di introdurre il lavoro interinale infermieristico con il pretesto delle ferie estive e della conseguente grave penuria di personale.

Pino e Giovanna, decani del sindacato al San Paolo, membri della segreteria aziendale USI (Giovanna delegata RSU e Pino segretario di sigla ed RLS) sono stati perciò sanzionati con una pesante sospensione dal servizio di 11 giorni (senza stipendio) sebbene nel corso della trattativa che il 21 maggio portò  al raggiungimento di un accordo che escludeva l'utilizzo della mano d'opera interinale almeno al San Paolo, l'amministrazione davanti alla delegazione presente si impegnò chiaramente a non procedere disciplinarmente nei loro confronti.

Certo chi blocca per due giorni un Pronto Soccorso allagandolo, come è accaduto al San Paolo a partire dalla notte dell'1 settembre invocando a difesa di tanta leggerezza le assicurazioni che le amministrazioni pubbliche pagano profumatamente o semplicemente la sfortuna, trova più facile sanzionare specchiate delegate Ostetriche di trentennale esperienza o sindacalisti sessantenni che fanno ormai parte della storia del movimento sindacale d'opposizione. Meglio intascare il due per cento sugli appalti (quelli della L.Merloni) senza nemmeno trattare coi sindacati come prevede la legge e magari a lavori ancora in corso!

Vergogna a questa dirigenza il cui compito è palesemente solo quello di applicare i tagli decisi da governo e Regione e di bastonare chi chiede giustizia perché crede ancora in un sindacato che non serve solo a legittimare sulla carta una democrazia del lavoro addomesticata e agonizzante!

Importanti aggiornamenti in arrivo sul prossimo Paolaccio n 15 Express...

F.to

Segreteria USI San Paolo

 

 


NON DISTRUGGERETE CON LA REPRESSIONE LE RAGIONI DELLA NOSTRA PROTESTA!

Tutta la nostra solidarietà ai due delegati USI, Pino e Giovanna, della segreteria della sezione interna, ai quali l’Amministrazione leghista del San Paolo di Milano ha sanzionato pesantemente 11 giorni di sospensione ciascuno, perché colpevoli di aver partecipato alla mobilitazione del 21 maggio 2014, all’interno dell’ospedale, per protestare contro la decisione aziendale di utilizzare assunzioni interinali infermieristiche.

 

La Direzione aziendale molto vilmente, dopo avere sottoscritto in quella occasione un accordo in cui rinunciava alle assunzione precarie programmate e dopo aver promesso il non ricorso a ritorsioni una volta conclusa quella lotta in cui Pino e Giovanna erano stati protagonisti, si è smentita spudoratamente con tali provvedimenti disciplinari.

 

Sicuramente questa è la vendetta di questi personaggi, frutto della “spartizione politica” nel campo della sanità pubblica, i quali hanno mal digerito la mobilitazione di protesta contro il licenziamento di Raffaele Trizio che per 25 giorni ha tenuto banco all’interno della struttura ospedaliera, conclusasi con il reintegro di Raffaele stesso.

 

Se pensate di annientare ogni forma di opposizione all’interno con la repressione, sappiate, per quanto ci riguarda, che otterrete il risultato contrario.

E ve lo dimostreremo!


Per la Segreteria USI – AIT

Enrico Moroni

18/09/2014

 

 
Quando la CGIL “concerta” l’USI-AIT lotta!

umanità novaDavvero emblematica la vicenda di Raffaele Trizio perché rappresenta – plasticamente – la pesante discriminazione sociale in atto a danno di chi “non piega la testa” ai diktat aziendali (siano essi pubblici o privati) a cui fa da contraltare la complicità confederale che permette l’utilizzo ed il perpetrarsi di simili abusi.
Iscritto – da una vita – alla CGIL Raffaele Trizio ha continuato – per anni – a pagare il “pizzo mensile” al sindacato che credeva “suo” salvo essere “piantato in asso” dal sindacato della Camusso nel momento di maggior bisogno: ovvero all’atto del licenziamento in tronco e senza preavviso!
La sezione USI-AIT del san Paolo di Milano – a questo punto – fa quello che qualunque sindacato degno di questo nome farebbe in casi come questo: solidarizza e tutela il lavoratore discriminato a prescindere dalla tessera sindacale che ha in tasca.
Per questa dimostrazione di concreta solidarietà – umana e sociale – due compagni dell’USI-AIT del san Paolo sono ora sottoposti all’ennesimo procedimento disciplinare da parte della direzione sanitaria (di nomina leghista). E’ superfluo rammentare che non si lasceranno intimidire e continuarenno ad assolvere la funzione di sindacalisti scomodi.
Di seguito riportiamo una, breve, cronistoria dei fatti pubblicata – questa settimana – su Umanità Nova.
La redazione

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San Paolo: il presidio continua!

Cari amici

Con grande gioia vi informiamo del provvedimento di reintegro di Raffaele – in qualità di Assistente Sociale – che oggi 1 settembre 2014 l’amministrazione del San Paolo ha adottato per ottemperare all’ordinanza del Giudice del Lavoro del 28 agosto 2014 emessa a fronte dell’impugnazione del suo licenziamento.

Non poteva essere una decisione diversa da questa, dicevamo fra noi nelle discussioni al presidio sindacale di lotta. Non poteva essere diversamente per la sproporzione dei fatti accertati (e non per le presunte intenzioni) e la punizione esiziale e feroce che voleva condannare alla pena del licenziamento un lavoratore invalido di 51 anni affetto da una malattia irreversibile.

No, questo non poteva essere il nostro San Paolo, e la mostruosità di tanta cattiveria non doveva terminare nei nostri archivi, nemmeno nella nostra storia!

maroni

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