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N° 132

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Solidarietà Autogestita

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Sanità
Rappresaglia leghista al San Paolo contro i delegati USI

Milano, 18/09/2014


rappresaglia leghista al San Paolo contro i delegati USI

 

Sconfitto per la sentenza di condanna dell'amministrazione che alla fine di agosto è stata costretta a reintegrare Raffaele Trizio al termine della lotta iniziata il 23 maggio, al gruppo dirigente leghista del S. Paolo non è rimasta che la consolazione di una rappresaglia tesa a colpire i delegati USI che il 21 maggio scorso protestarono in prima persona per i licenziamenti in corso e per il tentativo di introdurre il lavoro interinale infermieristico con il pretesto delle ferie estive e della conseguente grave penuria di personale.

Pino e Giovanna, decani del sindacato al San Paolo, membri della segreteria aziendale USI (Giovanna delegata RSU e Pino segretario di sigla ed RLS) sono stati perciò sanzionati con una pesante sospensione dal servizio di 11 giorni (senza stipendio) sebbene nel corso della trattativa che il 21 maggio portò  al raggiungimento di un accordo che escludeva l'utilizzo della mano d'opera interinale almeno al San Paolo, l'amministrazione davanti alla delegazione presente si impegnò chiaramente a non procedere disciplinarmente nei loro confronti.

Certo chi blocca per due giorni un Pronto Soccorso allagandolo, come è accaduto al San Paolo a partire dalla notte dell'1 settembre invocando a difesa di tanta leggerezza le assicurazioni che le amministrazioni pubbliche pagano profumatamente o semplicemente la sfortuna, trova più facile sanzionare specchiate delegate Ostetriche di trentennale esperienza o sindacalisti sessantenni che fanno ormai parte della storia del movimento sindacale d'opposizione. Meglio intascare il due per cento sugli appalti (quelli della L.Merloni) senza nemmeno trattare coi sindacati come prevede la legge e magari a lavori ancora in corso!

Vergogna a questa dirigenza il cui compito è palesemente solo quello di applicare i tagli decisi da governo e Regione e di bastonare chi chiede giustizia perché crede ancora in un sindacato che non serve solo a legittimare sulla carta una democrazia del lavoro addomesticata e agonizzante!

Importanti aggiornamenti in arrivo sul prossimo Paolaccio n 15 Express...

F.to

Segreteria USI San Paolo

 

 


NON DISTRUGGERETE CON LA REPRESSIONE LE RAGIONI DELLA NOSTRA PROTESTA!

Tutta la nostra solidarietà ai due delegati USI, Pino e Giovanna, della segreteria della sezione interna, ai quali l’Amministrazione leghista del San Paolo di Milano ha sanzionato pesantemente 11 giorni di sospensione ciascuno, perché colpevoli di aver partecipato alla mobilitazione del 21 maggio 2014, all’interno dell’ospedale, per protestare contro la decisione aziendale di utilizzare assunzioni interinali infermieristiche.

 

La Direzione aziendale molto vilmente, dopo avere sottoscritto in quella occasione un accordo in cui rinunciava alle assunzione precarie programmate e dopo aver promesso il non ricorso a ritorsioni una volta conclusa quella lotta in cui Pino e Giovanna erano stati protagonisti, si è smentita spudoratamente con tali provvedimenti disciplinari.

 

Sicuramente questa è la vendetta di questi personaggi, frutto della “spartizione politica” nel campo della sanità pubblica, i quali hanno mal digerito la mobilitazione di protesta contro il licenziamento di Raffaele Trizio che per 25 giorni ha tenuto banco all’interno della struttura ospedaliera, conclusasi con il reintegro di Raffaele stesso.

 

Se pensate di annientare ogni forma di opposizione all’interno con la repressione, sappiate, per quanto ci riguarda, che otterrete il risultato contrario.

E ve lo dimostreremo!


Per la Segreteria USI – AIT

Enrico Moroni

18/09/2014

 

 
Quando la CGIL “concerta” l’USI-AIT lotta!

umanità novaDavvero emblematica la vicenda di Raffaele Trizio perché rappresenta – plasticamente – la pesante discriminazione sociale in atto a danno di chi “non piega la testa” ai diktat aziendali (siano essi pubblici o privati) a cui fa da contraltare la complicità confederale che permette l’utilizzo ed il perpetrarsi di simili abusi.
Iscritto – da una vita – alla CGIL Raffaele Trizio ha continuato – per anni – a pagare il “pizzo mensile” al sindacato che credeva “suo” salvo essere “piantato in asso” dal sindacato della Camusso nel momento di maggior bisogno: ovvero all’atto del licenziamento in tronco e senza preavviso!
La sezione USI-AIT del san Paolo di Milano – a questo punto – fa quello che qualunque sindacato degno di questo nome farebbe in casi come questo: solidarizza e tutela il lavoratore discriminato a prescindere dalla tessera sindacale che ha in tasca.
Per questa dimostrazione di concreta solidarietà – umana e sociale – due compagni dell’USI-AIT del san Paolo sono ora sottoposti all’ennesimo procedimento disciplinare da parte della direzione sanitaria (di nomina leghista). E’ superfluo rammentare che non si lasceranno intimidire e continuarenno ad assolvere la funzione di sindacalisti scomodi.
Di seguito riportiamo una, breve, cronistoria dei fatti pubblicata – questa settimana – su Umanità Nova.
La redazione

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San Paolo: il presidio continua!

Cari amici

Con grande gioia vi informiamo del provvedimento di reintegro di Raffaele – in qualità di Assistente Sociale – che oggi 1 settembre 2014 l’amministrazione del San Paolo ha adottato per ottemperare all’ordinanza del Giudice del Lavoro del 28 agosto 2014 emessa a fronte dell’impugnazione del suo licenziamento.

Non poteva essere una decisione diversa da questa, dicevamo fra noi nelle discussioni al presidio sindacale di lotta. Non poteva essere diversamente per la sproporzione dei fatti accertati (e non per le presunte intenzioni) e la punizione esiziale e feroce che voleva condannare alla pena del licenziamento un lavoratore invalido di 51 anni affetto da una malattia irreversibile.

No, questo non poteva essere il nostro San Paolo, e la mostruosità di tanta cattiveria non doveva terminare nei nostri archivi, nemmeno nella nostra storia!

maroni

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Una importante vittoria al San Paolo di Milano

ANNULLATO IL LICENZIAMENTO DI RAFFAELE

Oggi era il 22° giorno dello sciopero della fame da parte di Raffaele Trizio, sostenuto da un presidio all’interno dell’ospedale, per protestare contro il suo licenziamento e contro la minaccia di gravi provvedimenti disciplinari per due delegati USI (Pino e Giovanna) da parte della Direzione aziendale del San Paolo.raffa

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Raffaele al 20° giorno di sciopero della fame

Martedì 27 agosto alle ore 15.00 si è svolta, con una grande partecipazione di lavoratori del San Paolo del San Carlo del San Raffaele di Niguarda, di esponenti dell’opposizione sindacale milanese, del Coordinamento dei lavoratori della Sanità, la 2° udienza tenuta dal giudice T. Perillo presso il tribunale di Milano (sezione lavoro) di via Pace che ha ascoltato i testi (3 su 4 convocati) in merito ai fatti che hanno portato al licenziamento di Raffaele avvenuto il 23 maggio scorso.
L’interrogatorio dei testi si è protratto per lungo tempo e si è concluso dopo 3 ore. L’attendibilità delle testimonianze che vorrebbero mettere un uomo invalido, che si regge a stento su una stampella, nei panni di una furia trattenuta da 7 operatori di CPS “più altri” senza per altro nemmeno accedere (come è stato confermato) al cospetto diretto della sua responsabile/accusatrice ha evidentemente indotto il giudice a ulteriori verifiche che hanno rivelato una serie di contraddizioni.

È ormai chiaro che il dispiego di certi mezzi nei confronti di Raffaele è stato giustificato sulla base di interpretazioni soggettive nei riguardi delle sue intenzioni ma non certo di alcun fatto concreto non essendosi verificata la benché minima aggressione fisica… Anzi, ad essere “preso” secondo le risultanze fu proprio Raffaele, ma a quanto pare ciò sembra sfuggire ai più data la posizione di accusato che purtroppo gli è stata ritagliata addosso.
Quello che esce sempre più chiaro dall’analisi dei fatti è perciò il quadro di un tentativo per la “soluzione definitiva” di antiche ruggini interne al CPS di via Conca del Naviglio, una soluzione mirante a creare i presupposti per un trasferimento disciplinare di Raffaele in altra sede lavorativa, ma evidentemente si è trattato di un tentativo che non ha fatto i conti con i personaggi che muovono le questioni disciplinari al San Paolo. Ora la frittata è fatta e un collega invalido di 51 anni è in attesa di sentenza giudiziaria.
Raffaele che intanto ha perso 14 Kg. di peso dall’11 agosto, data di inizio dello sciopero della fame è parso molto provato tant’è che mentre guadagnava l’uscita ha rischiato di cadere per un mancamento.
Continua intanto – in attesa della sentenza che potrebbe giungere entro pochi giorni – il presidio ospedaliero nei pressi della sede sindacale a sostegno della lotta di Raffaele che nonostante le sue condizioni ha intenzione di continuare lo sciopero della fame ad oltranza in segno di protesta e per il diritto al lavoro.
LUNEDI’ 1° SETTEMBRE ’14 ore 18.00 presso il PRESIDIO PERMANENTE ospedale SAN PAOLO
RIUNIONE PUBBLICA DEL COORDINAMENTO LAVORATORI DELLA SANITA’
milano, 29/08/14
usi san paolo

 
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