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N° 132

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Solidarietà Autogestita

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Noi restiamo da una parte sola!

Il precariato è una piaga aperta di questo paese. Nella scuola, nonostante la propaganda del governo Renzi, sono numerosi i lavoratori precari e sfruttati. Sono gli insegnanti che si sono rifiutati di aderire al piano di assunzione della “Buona scuola“, gli specializzati a caro prezzo della II fascia, i confinati non abilitati della III fascia e le maestre e i maestri, ai quali da anni è stato precluso il riconoscimento dell’abilitazione e della stabilizzazione.

Da anni assistiamo alla parcellizzazione di una categoria dì diversamente sfruttati. Da anni, l’incapacità di far valere i diritti dei lavoratori, impedendo la loro organizzazione, ha permesso il proliferare del “ricorsificio” come unico strumento di lotta.

Questi ricorsi hanno arricchito studi legali e sindacati e hanno contribuito a scatenare una guerra tra poveri che vincono solo i ricchi. Questi avvocati vampiri, rappresentanti di associazione e sindacati, hanno creato il caso Milano. In realtà esiste solo la lotta dei lavoratori auto-organizzati milanesi. A settembre dopo l’occupazione dell’ ambito provinciale abbiamo costretto l’ufficio regionale a riconoscere il diritto alla stabilizzazione di centinaia di precari milanesi. Abbiamo bloccato le convocazioni per due giorni perché pretendevamo che tutti fossero inseriti nelle graduatorie utili per l’assunzione, ma la militarizzazione e le intimidazione dei carabinieri, della polizia e della digos hanno impedito il blocco del terzo giorno. Siamo, però, riusciti a strappare un accordo e siamo tornati a rivendicare altre cento assunzioni. Milano è l’unica città che, in proroga ai vincoli della 107, provvederà ad assegnare 110 posti in ruolo oltre la data del 10 settembre.

 

Purtroppo c’è chi si sta organizzando per bloccare queste assunzioni e lo fa mettendo i lavoratori l’uno contro l’altro. Noi rivendichiamo queste stabilizzazioni, come frutto di una lotta vincente e invitiamo tutti i precari a riprendere la mobilitazione pretendendo l’assunzione su tutti i posti in organico di fatto. Agli avvocati che ci minacciano di querela rispondiamo che le loro intimidazioni, in puro stile mafioso, non ci spaventano. Noi rimaniamo da una parte sola, quella dei precari e degli sfruttati e, continueremo a combattere perché solo la lotta di tutti e per tutti è vincente.

Non è giusto bloccare queste assunzioni, è sbagliato non pretenderne altre mille.



Lavoratori auto organizzati

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