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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Educazione
Le INVALSI e la buona sola

In questi ultimi mesi, tra deportazioni di massa spacciate per assunzioni che hanno colpito in prevalenza i docenti quarantenni protagonisti delle passate contestazioni alla buona scuola ma ancora prima alle riforme Gelmini e concorsi Profumo, tra carotine spacciate come bonus per la formazione dei soli docenti di ruolo, tra premi fedeltà (una miseria di denaro che dovrebbe far scattare la lotta fra docenti per avere le grazie del dirigente scolastico) e prospettive funeste per le future pensioni (a 75 anni per chi è nato negli anni ottanta, un modo carino per levarci dal lavoro direttamente con la bara) tra concorsi farsa, numeri su numeri che parlando di lavoro ma non dicono che il lavoro c’era già prima, semplicemente adesso si tende a esasperare i lavoratori, a ridicolizzarli e a togliere loro diritti per renderli più ricattabili e, magari in futuro ancora più facilmente licenziabili.

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INVALSI = SCIOPERO GENERALE

INVALSI: prova imposta che si presenta come cavallo di Troia nella scuola che resiste alla devastazione della controriforma balneare di Renzi (legge 107 del luglio 2015). Comandata dal Ministero serve ad individuare le “eccellenze” per premiarle affossando le scuole in difficoltà. Attuazione anticipata della meritocrazia che affliggerà la categoria degli insegnanti con il bonus (precari e ATA sono esclusi) e la scuola pubblica in generale ormai spogliata di ogni risorsa è gettata in pasto a sponsor privati più o meno esigenti.

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Sul DDL Iori/Binetti

E’ di inizio mese l’approvazione in commissione Cultura alla Camera del DDL n. 2656 Iori Binetti che regolamenta nuovamente la figura degli educatori a livello nazionale. Il DDL delinea gli ambiti lavorativi delle due figure educative oggi esistenti: gli Educatori Sociali (Scienze dell’Educazione) e gli Educatori Professionali (Dipartimento di Medicina), a svantaggio però di questi ultimi, che si vedrebbero privati della possibilità di lavorare nei servizi socio-educativi, che diventano di esclusiva pertinenza degli Educatori Sociali e resterebbero relegati al solo ambito medico e socio-assistenziale.

 

Come USI-Educazione (Sindacato di Settore dell’ambito sociale educativo e scolastico che organizza, all’interno dell’USI-AIT, Educatori ed Educatrici – a prescindere dal loro tipo di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – insegnanti, docenti, studenti e studentesse):

1) STIGMATIZZIAMO IL TENTATIVO DEL DDL DI “SPACCARE IN DUE” IL MONDO DEGLI EDUCATORI (COME SE A LIVELLO CONTRATTUALE I 30 E PASSA CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO A NOI APPLICATI NON CI DIVIDESSERO GIA’ ABBASTANZA!)

2) CI OPPONIAMO CON FORZA AL PRINCIPIO DELLA RETROATTIVITA’ DEL
DDL (E CHI LAVORA GIA’ MA CON “IL TITOLO SBAGLIATO”? E CHI NON HA
IL TITOLO MA 10 ANNI DI LAVORO ALLE SPALLE?)

3) RIVENDICHIAMO CON FORZA E CONTINUEREMO A RIVENDICARE:
UN’UNICA FIGURA PROFESSIONALE !
UN UNICO RICONOSCIMENTO E INQUADRAMENTO !
UN UNICO CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE !

4) RIVENDICHIAMO CHE, SE E’ GIUSTO CHE VENGA RICONOSCIUTA LA NOSTRA PROFESSIONALITA’ E QUINDI BEN VENGA L’OBBLIGO DELLA LAUREA, QUESTA PROFESSIONALITA’ SIA RICONOSCIUTA ANCHE ECONOMICAMENTE.
PIU’ FORMATI , PIU’ PAGATI..!

Ci attiviamo quindi da ora per costruire percorsi comuni con le realtà auto-organizzate di studenti e lavoratori dell’Educazione per organizzare nei territori incontri e assemblee di informazione e contrasto al DDL.

USI – AIT Settore Educazione

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A proposito di contributo ... "volontario"

Uno studente si rifiuta di versare la somma richiesta ed indicata - all'atto dell'scrizione - come "contributo volontario" - e indirizza una lettera al dirigente scolastico formalizzando le motivazioni. Un esempio da seguire, socializzare e diffondere.

 

All’attenzione del Dirigente Scolastico Prof.ssa Simonetta Bini, del Liceo Linguistico “Ilaria Alpi” a Cesena,

del Consiglio di Istituto,

dei rappresentanti della mia classe.

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Il lessico della "buona scuola"

Decisione, fermezza, velocità. Sono state queste alcune delle strategie messe in atto dal governo per approvare e rendere legge al più presto la riforma chiamata “Buona Scuola”. Tuttavia, in un regime dove le parole cambiano rapidamente di significato, è opportuno decodificare qualche termine.
Autoritarismo, ottusità, approssimazione, ecco in realtà ciò che ha caratterizzato l'iter della legge 107/2015 definita “buona scuola” e ciò che a tutt'oggi la circonda: demansionamento dei docenti, deportazione dei precari, minacce, punizioni per gli studenti che hanno boicottato le prove invalsi, susseguirsi di note e aggiustamenti del ministero in corso d'opera, palese fallimento del progetto governativo già dai primi passi. In sostanza un progetto educativo inesistente, a scomputo di un piano di ingegneria sociale da costruire.

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