USI antimilitarista

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N° 132

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Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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18 dicembre 1922 - 18 dicembre 2015

In memoria di Pietro Ferrero


 

Nel rievocare gli avvenimenti che portarono nel 1920 all’occupazione delle fabbriche e gli uomini che ne furono protagonisti diretti, è giusto ricordare questo nostro compagno ed il contributo di passione e di azione che Egli vi profuse ed è doveroso rendere omaggio a chi con il proprio sangue sigillò tutta una vita di dedizione all’idea anarchica, consacrandosi interamente alla redenzione degli sfruttati.

 

Pietro Ferrero nacque a Grugliasco Torinese il 12 maggio 1892 da famiglia operaia. Già il padre era fondatore di una delle più antiche cooperative di lavoro: la Cooperativa Lime. Alla morte prematura del genitore dovette provvedere al sostentamento della madre, che adorava, e dei quattro fratelli di minore età.

 

Entrò nel movimento giovanissimo attratto dalla bellezza dell’ideale che doveva sostanziarne l’intera esistenza. Aderì tra i primi al Circolo di Studi Sociali, poi Scuola Moderna, sorto nel 1911 alla Barriera di Milano, diventandone ben presto segretario diligente e attivo.

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Manifestazione antifascista a Firenze


FIRENZE: CARICHE CONTRO GLI ANTIFASCISTI. UN COMPAGNO ALL’OSPEDALE.

Sabato 19 dicembre, nel centro di Firenze, era prevista e si è tenuta una manifestazione fascista e razzista dei Fratelli d’Italia e di Casaggi al grido di “Prima gli italiani“. Era una manifestazione a carattere inter-regionale, a conferma che ormai i fascisti di varie fazioni stanno puntando sempre più a penetrare nel capoluogo toscano.

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Appalti cimiteriali a Senigallia

MISERIA E NOBILTA’ A SENIGALLIA: L’AMARO NATALE DI NICOLA (E LA SUA FAMIGLIA), TRA COOPERATIVE (FINTE) E SINDACO (PURTROPPO) VERO

Storia lunga, triste e bella quella di Nicola. Lunga perché è una vita da raccontare, triste perché oggi è senza lavoro ed una famiglia di 4 persone senza reddito. Bella perché Nicola è un “battagliero” e non ha mai rinunciato alla sua dignità pretendendo i suoi diritti.

Lavorava da molti anni in una cooperativa di Senigallia come operatore cimiteriale. E tutto scorreva abbastanza tranquillo fino a quando, frequentando un corso sulla sicurezza imparò per la prima volta che servono guanti, tute, docce (esiste un rischio biologico e chimico da riesumazione) che un carico manuale non può superare i 25 kg a persona, che sono obbligatorie le scarpe antinfortunistiche, che esiste un contratto di lavoro, che ci sono le indennità (di turno e reperibilità, ecc.). Che ci sono i sindacati ed a questi si rivolge con esito infausto. Le sue parole dopo un po’ rimangono inascoltate e cadono nel vuoto più assoluto. Niente docce, niente reperibilità, niente informazioni sulla vita della cooperativa, niente assemblea dei soci. Niente di niente: è un suddito. Mentre invece è un socio ed un bravo lavoratore. Vuole le cose in regola, e già questo appare rivoluzionario. L’ultima spiaggia, più per caso che per scelta, è l’USI.

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Sindacalismo e speranza nel futuro ...

Intervista allo Sportello Sindacale autogestito di Parma. Un altro modo di fare sindacalismo. (FONTE)

La crisi come momento di angoscia, la crisi come momento di riflessione. Si può dire non ci sia lettore (e il discorso vale anche per chi lo fa) di Rosso Parma che non abbia in questi lunghi anni sbattuto il naso contro la violenza del periodo storico che stiamo affrontando. Aziende che vanno a gambe all'aria senza che si senta un fiato, una contrattazione difensiva che sovente coincide con demansionamenti o impoverimenti in busta paga.

Sindacalisti che allargano le braccia, funzionari sindacali (personaggini squallidi che semplicemente hanno trovato dove intrupparsi) che di fronte ad assemblee aziendali ostili alle loro soluzioni fanno spallucce ed esclamano "i lavoratori non hanno sempre ragione", chiudendo accordi vergognosi. Che poi sono alla base di un crollo di consenso, di credibilità e di tesseramenti mai così imponente.

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12 dicembre: gli Anarchici non archiviano

A Milano la Manifestazione del 12 dicembre

Nel pomeriggio del 12 dicembre si è svolto a Milano il tradizionale corteo nell’anniversario della strage di Piazza Fontana, aperto come sempre dallo striscione anarchico che ricorda che “Pinelli assassinato, Valpreda innocente e piazza Fontana una strage di Stato”. Il corteo come sempre è partito da Porta Venezia attraversando le vie del centro, fino a passare tra il Palazzo Comunale e la Scala, girando nei pressi di piazza Duomo fino a concludere in piazza Fontana.

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Strage di Piazza Fontana 1969 - Intervista a Cesare Vurchio

Intervista - del 2013 - a Cesare Vurchio a cura del Centro studi libertari "G. Pinelli" di Milano.

Cesare è mancato nel mese di settembre di quest'anno e la sua, preziosissima, testimonianza sulla genesi della "strategia della tensione" a partire dalla primavera del 1969 (bombe alla Fiera di Milano) fino al "malore attivo" che - all'indomani della strage di stato - fece precipitare "Pino" Pinelli dal quarto piano della Questura di Milano, ora, è costituita da questo video.

 

 
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