USI antimilitarista

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N° 132

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Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Milano: verso lo sciopero generale 18M

ASSEMBLEA CITTADINA a Sesto San Giovanni

 

La CUB, il SI Cobas e l’USI-AIT hanno indetto per l’intera giornata di Venerdì 18 Marzo uno Sciopero Generale Nazionale, che vedrà i due cortei principali snodarsi tra le vie di Milano e Napoli.
Con questo sciopero si vogliono contrastare le legislazioni degli ultimi decenni che hanno svuotato di efficacia lo Statuto dei Lavoratori, liberalizzato i licenziamenti ingiustificati individuali e di massa, reso precari tutti i contratti di lavoro esistenti oltre che quegli accordi tra padroni e sindacati venduti che espellono la democrazia e il dissenso dai luoghi di lavoro.


Ma è anche uno sciopero che vorrebbe iniziare ad unificare tutte quelle lotte, diffuse ma frastagliate, di quei settori in cui si sta brutalmente sviluppando l’offensiva del grande capitale e dei governi loro burattini.

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Francia 1923: documento USI inedito

NEL TERZO ANNIVERSARIO
DELLE OCCUPAZIONI DELLE FABBRICHE IN ITALIA DEL 1920
IN UN DOCUMENTO DELL’UNIONE SINDACALE ITALIANA
NELL’ESILIO FRANCESE
(PARIGI 1923)

 

Tra le numerose carte e documenti raccolti in decenni di attività dallo storico e militante anarchico Max Nettlau e che ora sono depositati presso l’Istituto di Storia Sociale di Amsterdam, abbiamo rintracciato un manifestino in francese a firma dell’Unione Sindacale Italiana. Con la sua consueta precisione M. Nettlau aveva annotato a penna: “Italia, 1923“; significando che si trattava di un volantino italiano (che purtroppo non riporta alcuna data, fatto piuttosto consueto all’epoca) stampato e diffuso in Francia (presumibilmente a Parigi dove dal 1922 viene costituito dai primi esuli un “Comitato di soccorso ed aiuto fra i profughi” e che si trasformerà nel 1923 in “Comitato d’Emigrazione dell’Usi in Francia”).
Il manifestino è rivolto ai lavoratori italiani, ai rifugiati politici e ai compagni di tutti i paesi per ricordare a tre anni di distanza la grande esperienza delle occupazioni delle fabbriche del settembre 1920, il ruolo dell’Usi e quello di chi ha tradito o affossato un grande esperimento di trasformazione sociale a cui ha fatto seguito una feroce repressione da parte dello Stato, del padronato e degli agrari che hanno armato la mano fascista.
Ci è sembrato importante tradurre dal francese il documento in modo da farlo conoscere ai compagni di oggi, ma prima riteniamo opportuno precederlo con delle brevi note per ricollocarlo in una sua più coerente fase storica che riprendiamo dal saggio di Franco Schirone L’Unione Sindacale Italiana tra esilio e clandestinità (1923-1945) (1)

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Uniti siamo tutto ...

LE RAGIONI DELLA MOBILITAZIONE DEL 18 MARZO

Intervento pubblicato sul prossimo numero di Umanità Nova.

 

Sciopero per impedire, prima che sia troppo tardi, quella spirale di morte che inesorabilmente ci sta spingendo nel baratro di un’altra guerra conclamata, in territorio libico, con nuovi lutti nella innocente popolazione, devastazioni e distruzioni, con la crescita esponenziale del terrorismo da parte di tutti i contendenti come sempre avviene. Tutte le guerre intraprese dai governi occidentali sono finite con inevitabili sconfitte, anche quando virtualmente vinte il lascito è stato quello di morti civili, territori senza controllo, alimentazione del terrorismo come lo Stato Isis sta a testimoniare. Eppure continuano imperterriti: l’industria e il commercio della armi è una lobby difficile da sconfiggere e il controllo delle risorse energetiche fa sempre gola. FERMIAMOLI!

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Contro malaffare e corruzione ...

... Cacciamo questi ladri di diritti!


In Italia, infiltrazioni mafiose, tangenti e corruzione, ogni anno assorbono fino al 30% delle spese sanitarie, sottraendo ulteriori risorse ai cittadini già colpiti dai continui tagli alla sanità pubblica. Infrastrutture ospedaliere fatiscenti, diminuzione delle dotazioni organiche, riduzione dei livelli minimi di assistenza, fusioni di ospedali pubblici e accorpamento dei reparti di degenza, esternalizzazioni, sono nondimeno conseguenze degli effetti deleteri di questa piaga sociale.

 

L’ingerenza criminale in sanità ha raggiunto livelli ormai intollerabili e dalle recenti inchieste giudiziarie si deduce tuttavia la presenza di un fenomeno molto diffuso fra gli esponenti politici e i vertici della dirigenza pubblica.

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Sanità in pericolo anche in Lombardia

Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) era nato pubblico, universale, gratuito, ugualitario, comprensivo di prevenzione e riabilitazione, una conquista dei lavoratori e dei cittadini che è oggi in grave pericolo. Sotto la pressione di “speculatori sulla salute” è stato indebolito: con l’introduzione dei ticket, con la cosiddetta aziendalizzazione, gli aumenti di orario e la precarizzazione del personale, l’esternalizzazione dei servizi, l’introduzione della libera professione, con le riduzioni di bilancio (quest’anno un altro taglio di 4 miliardi), la scelta dei dirigenti non per capacità professionale ma per fedeltà politica o confessionale. Le conseguenze sono condizioni di lavoro peggiorate per il personale, lunghe liste di attesa per gli utenti, il taglio di servizi essenziali, il disagio di un servizio mal diretto. Recenti provvedimenti rischiano di dare un colpo finale alla nostra salute.

 

Facciamo qualche esempio.

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Dove va la Confederazione Generale del Lavoro?

Alberto Meschi, Dove va la Confederazione Generale del Lavoro


Perché l'opuscolo di Meschi qui riproposto in pdf non sarebbe soltanto un documento, irrimediabilmente ignorato dalle scelte delle persone e dal corso delle cose, ma uno scritto che parla al presente e al futuro?

Meschi ha una chiarezza espositiva e di analisi che orienta ancora chi è, a ragione, disorientato nella vita sindacale di oggi: nella sua scrittura ci sono poche frasi fatte e poca ideologia, ma una chiarezza ed una concretezza esemplari.
Anche le questioni sindacali trattate nell’opuscolo, ciclostilato a Torino nel 1976, continuano a parlarci perché il ragionamento di Meschi è costruito sul contrasto tra la pratica delle organizzazioni sindacali, come la Cgil del 1947, in cui Meschi del resto militava, e i principi dell'AIT che l'Autore contrappone alla burocrazia sindacale, alla politica che usa i problemi dei lavoratori come fossero vacche da mungere, allo scoraggiamento e all'abbandono a se stesso di chi vive del suo lavoro.

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USI: metodo e azione anarcosindacalista

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