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Il futuro della scuola è nelle tue mani: non lasciartelo scippare!

volantino sciopero scuola1-1• Pesanti restrizioni del diritto di sciopero (L. 146/90 e successive);
• Autonomia scolastica come pretesto per meglio sottostare allo sviluppo di una società che si basa sul profitto;
• Istituzione della dirigenza scolastica con il conferimento ai presidi/manager di personalità giuridica equivalente al “datore di lavoro” del settore privato;
• “privatizzazione” del rapporto di lavoro con, conseguente, verticalizzazione di ruoli e competenze attribuiti alla discrezionalità del Preside/datore di lavoro;
• Depauperamento inesorabile e costante delle risorse economiche destinate alla scuola;
• Sfruttamento e mortificazione – oltre ogni limite di decenza – del lavoro precario;
• Obsolescenza delle strutture e inadeguatezza dei “supporti” scientifici (aule informatiche, laboratori, palestre ecc.);
• Blocco degli aumenti salariali e dei contratti che hanno, progressivamente, ridotto – del 20% – il potere d’acquisto reale dei lavoratori della scuola;
• Fondo dell’istituzione scolastica che in tante – troppe! – scuole è esclusivo appannaggio di “consorterie paramafiose” che – negli ultimi 20 anni – sono cresciute all’ombra di una falsa autonomia, sotto stretto controllo del dirigente.
E … potremmo proseguire ancora. Sono questi i principali motivi che ci inducono a proclamare – per venerdì 18 ottobre 2013 – lo sciopero nazionale del comparto scuola in sinergia con i lavoratori di tutti i settori produttivi che parteciperanno allo sciopero generale. Dopo mesi inconcludenti il governo Letta ha tirato fuori – il 9 settembre – un decreto legge che vale – dice – 400 milioni di euro, ma, a parte generiche assicurazioni sull’uso degli e-book e l’abolizione del bonus maturità sin da subito, gli studenti stanno peggio di prima e non sarà certo la miserrima cifra stanziata per “rimpolpare” le borse di studio falcidiate negli anni della Gelmini ad invertire la tendenza. Ai dipendenti della scuola è stato nuovamente bloccato l’adeguamento salariale finalizzato al recupero dell’inflazione “programmata” (e non reale!) e, ulteriormente, rimandata la tornata contrattuale mentre, al contrario, di far pagare la crisi a chi può farlo, di colpire seriamente chi i soldi li ha ma li nasconde, di diminuire le spese militari e gli sprechi della politica non c’è nemmeno la più pallida intenzione.

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Anarcosindacalismo nella crisi del capitalismo globalizzato

firenzeditoria013

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Il dominio e l'educazione dei bambini: un sistema da combattere

L’anarchismo è la posizione etica e politica di chi rifiuta ogni forma di dominazione ed assume, se non è già il suo, il punto di vista di chi è vittima di oppressione. Non è una posizione teorica, una filosofia di vita che affermi il valore della libertà o dell’individuo, ma una pratica di liberazione, una lotta per sottrarsi alla presa del dominio e sottrarre tutti coloro che ne sono vittime.

Si tratta di qualcosa di più ampio della lotta di classe. L’oppressione dei ricchi sui poveri, dei proprietari dei mezzi di produzione su chi ha solo la propria forza lavoro (di chi deve “vendersi” sul mercato del lavoro) è indubbiamente una delle forme più vistose di dominio; ma non l’unica. C’è dominio ovunque esista una gerarchia, una asimmetria, che comporta sempre una limitazione delle possibilità vitali di chi occupa la posizione inferiore (e, naturalmente, un aumento ingiusto delle possibilità di chi occupa la posizione superiore).

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Call Center Meddix di Benevento: Cisl, Uil e padroni fanno fronte comune

In data Mercoledì 4 Settembre 2013, avrebbe dovuto svolgersi, all'interno della struttura aziendale Meddix/Anteo, un incontro tra le rappresentanze dei lavoratori delle suddette aziende e i relativi vertici aziendali.

L'incontro sarebbe dovuto essere incentrato sulle modalità retributive applicate dall'azienda in seguito al  disastroso (a nostro avviso) accordo nazionale del 1° Agosto, siglato tra Assocontact e le rappresentanze nazionali di CGIL, CISL e UIL, che legittima nei fatti la precarietà e quindi l'ulteriore sfruttamento all'interno dei call center out-bound.

L'azienda, nelle vesti del suo legale rappresentante Paolo Saibeni, ha aperto l'incontro invitando i rappresentanti delle organizzazioni sindacali non firmatarie dell'accordo (quindi nei fatti della nostra) ad accomodarsi fuori, e lasciare il tavolo.

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Concorso scuola in Calabria: una farsa

L’USI-AIT Calabria, alla luce delle numerose irregolarità che hanno caratterizzato, nella regione Calabria,  il concorso per l’immissione in ruolo voluto dall’ex Ministro Profumo , ritiene necessario il blocco totale, nella Regione, di tutte le operazioni di immissione in ruolo tramite concorso al fine, quantomeno, di revisionare attentamente le graduatorie.

In Calabria le operazioni del concorso sono state caratterizzate da alcune inquietanti anomalie. A fine agosto, ad esempio, venivano direttamente pubblicate, dall’ufficio competente, le graduatorie definitive e del concorso per le scuole materne senza la precedente pubblicazione delle graduatorie temporanee, in altri termini ai partecipanti al concorso è stata negata la possibilità di fare ricorso innanzi a quelli che sono stati numerosi errori nell’attribuzione del punteggio finale. In questo modo è molto probabile che, a causa di errori materiali, siano stati immessi in ruolo docenti che nei fatti, avevano meno punti di altri. La situazione in Calabria è inaccettabile!

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Solidarietà ai lavoratori del comparto scuola che hanno manifestato

L'USI.AIT Calabria esprime la propria vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici della scuola scesi in piazza, a Cosenza e in tutta Italia, nella giornata del 4 settembre. Il momento di mobilitazione, indetto dai Precari Uniti Contro i Tagli, ha sottolineato alcune specifiche richieste:

1. il ritiro della riforma (leggi tagli indiscriminati) Gelmini-Tremonti

2.il ritiro della riforma Fornero (ossia la macelleria sociale) .

 

L'USI-AIT Calabria è convinta che senza il ritiro di questi due sciagurati provvedimenti è perfettamente inutile parlare di concorsi (come ha sfortunatamente fatto l'ex ministro Profumo) e di immissioni in ruolo (ridicoli i numeri sbandierati dalla Carrozza).

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