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N° 131

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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In sanità il Jobs Act ha un nome ben preciso: comma 566.

Questa nefandezza non è altro che uno degli oltre 700 commi della legge di sta­bi­lità e che da subito, cioè ancor prima di essere tra­dotto in norme appli­ca­tive, come primo effetto ha praticamente spac­cato in due i lavoratori della sanità, mettendo appunto in con­trap­po­sizione il personale addetto alla cura e all’assistenza del malato. In Ita­lia il comma 566 è stato messo in piedi, con l’approvazione consacrata dal mini­stro Beatrice Loren­zin, cioè dal Pd stesso e da altri sog­getti istituzionali interessati.

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No Expo. Il Primo Maggio non è in vendita!

Il prossimo primo maggio inizia a Milano Expo 2015. Apriamo questo numero di “A” con un doppio dossier, in due parti. Nella prima diamo voce alle compagne e ai compagni della Rete NoExpo.


Nella seconda ci occupiamo della storia del Primo Maggio, nato a fine Ottocento come giornata di lotta dei lavoratori.


A fare da ponte tra le due parti, una presa di posizione dell'Unione Sindacale Italiana che solidarizza con chi, anche e proprio nella giornata iniziale di Expo 2015, non accetta di lavorare. Il Primo Maggio non è in vendita, appunto.


Da A rivista anarchica aprile 2015.

 
Noi diciamo NO ....

La clinica VILLA DONATELLO ridurrà i posti letto di quasi il 50%. Ciò comporterà la mobilità di circa 50 persone tra infermieri e OSS.

A seguito di un accordo tra Regione, UNIPOL, che è proprietaria della suddetta clinica e l’Azienda di Careggi, queste persone, grazie ad un “finto” buonismo saranno integrate in organico in azienda. Quello che per noi è sconcertante è che L’ospedale Careggi non li assumerà direttamente in quanto non può farlo, ma si avvarrà della collaborazione dell’agenzia per il lavoro ORIENTA. Si, proprio così, adesso il nostro ospedale usa le agenzie interinali per assumere personale a tempo determinato (nello specifico la durata del contratto sarà di 2 mesi +1), per rinforzare soltanto l’organico delle attività in intramoenia. Tutto ciò è avvenuto senza aver in alcun modo a tempo debito interpellato tutte le organizzazioni sindacali, ma informandole, ad accordi già fatti, di questo stratagemma.

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7 Aprile a Modena

Ovvero: la memoria non si cancella!

 

Iniziammo nel 2005 a ricordare e a ricostruire gli accadimenti che portarono all'Eccidio di Piazza Grande del 1920.

Quest'anno sarà l'undicesima volta che continuativamente teniamo vivo il legame con quegli anni in cui l'USI a Modena aveva migliaia di attivisti.

Per noi il 7 aprile 1920, ed il furto delle mitragliatrici che ne seguì, rappresentarono l'inizio dell'antifascismo antiautoritario in questa provincia, che continuò con gli Arditi del Popolo.

Anche le condizioni del lavoro in quegli anni erano segnate dalla precarietà e dalla povertà, fenomeno a cui stiamo assistendo anche oggi.

I compagni e le compagne di allora trovarono nella solidarietà e nel mutuo appoggio una forte risposta a quelle condizioni e solo il regime fascista finanziato dagli industriali e dagli agrari riuscì a piegarli.

Quella del 7 aprile 1920 è la nostra storia e non lasceremo ad altri il compito di ricordarla snaturandola dal valore rivoluzionario e sociale che esprimeva. Anche quest'anno quindi invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, i disoccupati, i precari, i ribelli, gli ultimi ad aggregarsi e a partecipare all'iniziativa che terremo in Piazza Grande martedì 7 aprile 2015.


Iniziative in programma alla Libera Officina di Modena

- Martedì 31 marzo, ore 18-20, Mercatino RossoNero.

- Sabato 4 Aprile -
Ore 16 Piazza Matteotti, teatro con Ultimo Teatro di Pistoia, interventi contro il Jobs Act e in ricordo dell'Eccidio del 7 Aprile 1920, con Lorenzo Micheli (USI Lucca) e Lorenzo Coniglione (USI Reggio E.).

- Domenica 5 Aprile -
Ore 24 alla Libera Officina Matteo Borghi.

- Martedì 7 Aprile -
Ore 18 Piazza Grande Ricordo dell'Eccidio del 1920.

- Mercoledì 8 Aprile -
Mercatino RossoNero.

 

 

 


http://www.libera-unidea.org/home.htm

 
Bilanci comunali in sofferenza: un po’ di storia.

Quando si parla di bilanci in sofferenza, ci si dimentica la storia. Senza la storia, si fa solo un’analisi tecnica e sfuggono le ragioni del fallimento politico ed economico di un ente. Negli anni 90, nel nord della Toscana, in una città mineraria che lo storico Lorenzo Gestri paragonava ai villaggi del Far West, la giunta comunale era guidata da un repubblicano e aveva come vice-sindaco un socialista, in armonia universale come due fratelli. Il settore marmo era guidato da un dirigente “comunista”. In tale contesto la giunta approva una delibera per metter ordine nell’escavazione del marmo: definisce tipi di materiale estratti ( dai detriti fino al marmo pregiato) e importi della tassa marmi.

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L'opposizione al disegno di legge Renzi/Giannini non è una partita a scacchi!

La buona scuola così come è stata pianificata e presentata dal Governo ha gettato nello sconforto migliaia e migliaia di lavoratori; lascia interdetti migliaia di studenti. Cosa fare? La confusione è grande sotto al cielo, trovare una strategia di lotta davvero incisiva può apparire difficile, noi però siamo convinti di una cosa: a scegliere cosa fare non devono essere oscuri dirigenti di sindacato, nel chiuso delle stanze romane.

A scegliere devono essere i lavoratori!

La lotta la fa chi vive il problema in prima persona non chi gioca a scacchi sulla pelle degli studenti, dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola! Abbiamo appreso, da organi di informazione, che il 24 aprile p.v. USB ha – unilateralmente - indetto uno sciopero per protestare contro il disegno di legge: peccato che questo sindacato abbia provveduto ad informarci circa le sue intenzioni con notevole ritardo e a giochi fatti: se coinvolti tempestivamente avremmo certamente saputo e voluto esprimere il nostro pensiero formulando proposte e suggerimenti.

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