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Decreto salva-ILVA: un secondo regalo ai Riva

Stiamo regalando per la seconda volta lo stabilimento siderurgico ai Riva. Come interpretare, diversamente, il decreto appena varato dal governo dei “larghi inciuci” che ha individuato in Enrico Bondi - amministratore delegato dimissionario dell’Ilva – l’uomo giusto a rivestire l’incarico di Commissario Straordinario dello stabilimento?

Solo pochi giorni fa il medesimo soggetto aveva depositato al tribunale del Riesame di Taranto la richiesta di revoca del sequestro di 8,1 miliardi di euro ordinato il 24 maggio scorso dal gip Patrizia Todisco su beni, conti e quote societarie di Riva Fire spa. Possibile – viene da chiedersi retoricamente – che in Italia solo quest’uomo – compromesso con l’attuale, fallimentare, gestione economica ed ambientale - sia in grado di svolgere un compito così delicato? Il nostro si conferma un Paese schizofrenico; a tratti, persino osceno. Un Paese sotto tutela. Incapace di decidere. Asservito, in modo vergognoso, alle consorterie economiche e alle lobby padronali dell’acciaio. Altro che riforme, modernità istituzionale, tutela del lavoro nel rispetto ambientale ecc. Pur di salvare i Riva si è fatto ricorso ad una mostruosità giuridica: il commissariamento a tempo. Una formula ibrida che certifica la squallida partigianeria delle nostre istituzioni: un decreto-legge studiato per garantire la continuità della produzione (non è un caso che sia citata per prima), il risanamento ambientale e la salvaguardia dell’occupazione sono semplici enunciazioni di principio. Ma è davvero così? E’ davvero credibile l’ipotesi – da sempre rilanciata dalla proprietà – che sia possibile risanare l’ambiente continuando a produrre?

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Solidarietà a Riccardo Antonini

Ieri il tribunale di Lucca ha confermato il licenziamento di Riccardo Antonini, come chiesto dall'AD delle FS Mauro Moretti per 'rottura del vincolo fiduciario tra azienda e dipendente'. Questo perchè Riccardo Antonini, ferroviere con 30 anni di irreprensibile servizio nelle FS è stato il consulente delle famiglie delle 39 persone che furono bruciate vive il 29/6/2009 alla stazione di Viareggio. Riccardo non è solo, a fronteggiare questa ignobile rappresaglia, con lui i familiari delle vittime e tutta la città di Viareggio. Solidarietà a lui e a chi, da Taranto a Casale Monferrato si batte contro chi uccide e devasta la nostra terra.

SOLIDARIETA' A RICCARDO

UN ABBRACCIO ALLE FAMIGLIE ED AGLI AMICI DI CHI E' STATO UCCISO ALLA STAZIONE DI VIAREGGIO.

'LA LOTTA CONTINUA'

 

Nucleo Usi-ait della Versilia

 
‭ ‬Accordo sulla Rappresentanza Sindacale:‭ ‬come una corda al collo

E‭’ ‬una vera e propria corda al collo quello dell’accordo siglato fra Cgil,‭ ‬Cisl,‭ ‬Uil e Confindustria sulla Rappresentanza Sindacale il‭ ‬31‭ ‬maggio‭ ‬2013,‭ ‬dove l’autorganizzazione e la conflittualità è stretta ad un cappio che impedisce muovesi contro‭ ‬le regole‭ ‬imposte.
‏ ‎L’aspetto principale dell’accordo è quello che per esercitare il diritto alla Rappresentanza Sindacale si deve sottoscrivere l’accordo stesso.

La conseguenza immediata è che i contratti collettivi nazionali di lavoro,‭ ‬e conseguentemente anche gli accordi di categoria ed aziendali,‭ ‬approvati dalle Organizzazioni Sindacali che rappresentano il‭ ‬50%‭ ‬+‭ ‬1‭ ‬saranno‭ “‬efficaci ed esigibili‭”‬,‭ ‬cioè vincolanti anche per tutti i soggetti sindacali sottoscrittori del Patto e che‭ “‬si impegnano a dare piena applicazione e a non promuovere iniziative di contrasto agli accordi definiti‭”‬.‭ ‬Quindi è vietato promuovere iniziative di lotta,‭ ‬quale lo sciopero,‭ ‬che contrastino contratti e accordi approvati con le modalità di cui sopra,‭ ‬altrimenti si incorre in sanzioni stabilite nei stessi contratti di categoria.

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Solidarietà alla popolazione turca

turchia2013L'Unione Sindacale Italiana esprime la sua solidarietà alla popolazione di Istanbul e delle altre città turche, scesa in strada in questi giorni contro un potere sempre più integralista ed oppressivo che non ha esitato a scatenare la violenza poliziesca contro i manifestanti provocando alcuni morti, molti feriti (di cui alcuni gravissimi) e tanti arresti.

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COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ a Z.A.M. e “ACCIAIERIA arrampicata libera”

Le compagne e i compagni dell’Unione Sindacale Italiana di Milano - sez. Associazione Internazionale dei lavoratori, esprimono la loro solidarietà verso le/gli attiviste/i dello Z.A.M. e “Acciaieria – arrampicata libera” di Milano militarmente sgomberati e posti sotto sequestro preventivo nella mattinata di mercoledì 22 maggio 2013. Expò 2015 si avvicina e gli appetiti speculativi e finanziari sempre più mordono e aggrediscono spazi e realtà non omologate ed omologabili agli interessi del Capitale. Lo sgombero della mattina e le manganellate del pomeriggio in Piazza della Scala hanno mostrato ancora una volta che non vi possono essere, e mai vi saranno, governi e giunte considerate “amiche”. L’alleanza tra padroni, tribunali, Questura e Comune è stata cementata dal sangue delle ragazze e dei ragazzi che hanno, solo con la forza delle proprie idee e dei propri corpi, richiesto la possibilità di autogestirsi, autonomamente e dal basso fuori da ogni logica mercantile e di profitto, la propria socialità.

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Verso la fine della rappresentanza sindacale extra confederale?

Cgil, Cisl, Uil stanno preparando le condizioni per neutralizzare ogni forma di sindacalismo conflittuale.

Di fronte alla grave crisi che incombe, le cui conseguenze ricadono soprattutto sulle spalle della classe lavoratrice con effetti devastanti, non trovano meglio da fare che ridurre, se non sotterrare, quello che ancora rimane della rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratici che non vogliono piegarsi alle loro politiche di svendita anche degli ultimi diritti rimasti.

Dopo aver concordato al loro interno le linee guida delle “nuove rappresentanze sindacali” le Confederazioni si stanno accordando con la Confindustria per arrivare ad un accordo.

L’obbiettivo di questa intesa è quello di legare la “Rappresentanza Sindacale” all’accettazione degli accordi che verranno sottoscritti a maggioranza dai sindacati confederali e concertativi, rendendo impraticabile la possibilità di scioperare contro.

La Rappresentanza Sindacale diventa solo una finzione.

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Comunicato contro il tentativo di accordo sulla rappresentanza promosso dai sindacati confederati

La Rappresentanza è sempre più di regime:

Al via la dittatura sindacale

 

Non hanno mosso un dito per più di vent’anni mentre padroni e governo esportavano la produzione nei paesi dove lo sfruttamento ha ridotto alla fame intere popolazioni. Adesso che con la crisi non c’è più lavoro, i sindacati confederali rendono obbligatori, con una metodica da America latina gli accordi facendo disconoscere le sigle sindacali che osano opporsi, mettendo la parola fine al libero sindacato.

Via libera quindi all'accordo sulla rappresentanza e la democrazia sindacale da parte dei direttivi unitari di Cgil, Cisl e Uil, che sarà portato al confronto con Confindustria. Il 30 aprile i direttivi unitari di CGIL CISL e UIL che si sono riuniti a Roma per discutere di mobilitazione unitaria,  del confronto con le associazioni di impresa, delle proposte del sindacato sul tema della rappresentanza approvano un documento che di fatto metterà la parola fine al quel misero residuo di democrazia sindacale che era ancora rimasto. L’ accordo sulla rappresentanza che CGIL CISL UIL stanno definendo con la Confindustria non è altro che un brutale atto di normalizzazione autoritaria delle relazioni sindacali. Esso stabilisce che il diritto alla rappresentanza ce l’hanno solo coloro che preventivamente accettano un accordo. In definitiva Si azzera il sistema esistente e si riparte da capo. Ai tavoli dei contratti nazionali parteciperanno soltanto le organizzazioni che rappresentano più del 5% degli iscritti. A quelli dei contratti aziendali le RSU e i loro sindacati. Gli accordi saranno validi solo quando la maggioranza dei sindacati o delle RSU lo sottoscriveranno. La consultazione dei lavoratori non sarà più obbligatoria ma auspicata. Potrà esprimere il suo giudizio finale ma non avrà valore. Con questo sistema si supera definitivamente il problema del dissenso cancellando il diritto a opporsi alle peggiori intese. Questo accordo costituisce un esproprio di quella già tanto auspicata legge sulla rappresentanza. Vietato ricorrere in tribunale, vietato protestare, vietato esercitare il diritto di essere minoranza. La dittatura del metodo FIAT è stata così esportata anche in altri settori. Lo statuto dei lavoratori somiglia soltanto ad un lontano ricordo e frutto della passata esistenza di una cosa chiamata democrazia del lavoro. Questo è in definitiva il succo di ciò che confederali e Confindustria stanno concludendo in queste ore sulla rappresentanza sindacale e  che successivamente, dopo la manifestazione farsa della Fiom, ne renderanno noti i contenuti. In una fase di forte crisi come quella l’attuale ed Ovunque ci sia una lotta o una ribellione vera allo sfruttamento, i lavoratori ed i loro sindacati non potranno più protestare e ribellarsi. Pensiamo alle lotte sindacali attuali più importanti e partecipate della Lombardia, come Trenord e S.Raffaele, dove vedono CGIL CISL UIL ostili ed estranee, oppure come accade alla lotta dei lavoratori migranti della logistica. Oppure sebbene in maniera più ridotta la lotta sull’orario di lavoro a careggi.

l’obiettivo è ridurre gli spazi democratici, colpire il dissenso e cancellare il diritto di sciopero.

È ora di ribellarsi sul serio !!

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Si consolida la presenza dell’USI alla Leroy Merlin di Carugate

leroycarugateL’avventura della presenza dell’USI nei grandi magazzini/vendita della Leroy Marlen di Carugate (Milano) è iniziata non molto tempo fa, quando un nostro compagno si è attivato aprendo l’iscrizione al nostro sindacato. Dopo qualche tempo si era raggiunto la quotata di circa 7 iscritti. L’USI ha comunicato all’azienda il nominativo del rappresentante designato come RSA senza ottenere risposta. Due mesi dopo accadeva che l’azienda decideva, senza alcuna consultazione con le parti sindacali, di modificare l’orario dei turni. Il nostro rappresentante RSA si rifiutava di adeguarsi all’imposizione e, attenendosi alla turnazione attiva in precedenza, si rifiutava di allontanarsi dal posto di lavoro e di uscire dall’azienda. Viene richiesto l’intervento dei carabinieri, da parte della direzione, per accompagnare il nostro compagno fuori dai cancelli aziendali. Sono seguiti comunicati di protesta da parte dell’USI, organizzando tre presidi e volantinaggi davanti all’azienda, trovando particolare riscontro sia da parte dei lavoratori e lavoratrici dipendenti che da parte della clientela.

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POUPEES ELECTRIQUES - UNIONE SINDACALE ITALIANA

100 ANNI D'AZIONE DIRETTA

UNIONE SINDACALE ITALIANA 1912-2012

filmato di POUPEES ELECTRIQUES

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Piacenza: "foglio di via" contro sindacalisti scomodi

A PIACENZA SI UTILIZZANO LEGGI FASCISTE PER CONTRASTARE LA LOTTA DEI LAVORATORI

E’ di una gravità inaudita il “foglio di via” adottato dalla questura di Piacenza nei confronti del Coordinatore Nazionale del SI.Cobas, Aldo Milani. Con tale provvedimento lo si obbliga per 3 anni a non mettere piede nel comune di Piacenza. Sta anche arrivando l’informazione che altri due attivisti sindacali di Cremona e di Crema sono destinatari del medesimo provvedimento restrittivo.

Quella del “foglio di via” è una norma che risale al periodo fascista, già utilizzata “impropriamente” per allontanare persone scomode.

Per la prima volta viene utilizzata per impedire l’esercizio dell’attività sindacale ad un suo Rappresentante.

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Processo ThyssenKrupp: ingiustizia è fatta

Cinque anni fa la sentenza nei confronti dei Responsabili della ThyssenKrupp era stata una condanna esemplare e adeguata da parte della magistratura, forse sfuggita al controllo dei poteri forti, politici ed economici. Sicuramente aveva pesato al momento la coscienza collettiva ferita dalla gravità dell’accaduto, di fronte a 7 lavoratori morti per evidenti responsabilità della direzione aziendale.

Ma evidentemente il tempo che passa gioca a favore dei padroni.

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Volumi centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA


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ALMANACCO DI"GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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