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N° 132

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  DeliverUnion


 

 

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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CNT: una vittoria importante

TRIONFO CNT-SECE

Un record eccellente!



I lavoratori della sezione sindacale della CNT presso la SECE hanno ottenuto un enorme risarcimento di 100.000 euro ognuno e la riassunzione nei loro posti di lavoro dopo il licenziamento da questa ditta, fornitrice di servizi energetici a molti Comuni spagnoli.



Questo è il risultato di tre anni di lotta, durante i quali i compagni si sono opposti all’azienda con l’appoggio del sindacato; si tratta del più grande risarcimento nella storia delle relazioni sindacali in Spagna ed è un castigo esemplare per questa ditta, che ripetutamente ha violato i diritti dei lavoratori e sentenze precedenti.

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Primo Maggio a Parma

Anche quest’anno si terrà il primo maggio libertario a Parma (DECIMA EDIZIONE).

 

Appuntamento h 10 p.le Salvo D’Acquisto (zona barriera Saffi);

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Primo Maggio a Modena

Sabato 22 aprile, anniversario della Liberazione di Modena, ore 15, alla biblioteca Unidea in via Ganaceto 96, Modena, presentazione del libro Ribelli senza congedo, con l’autore Marco Rossi.

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Lucca: 10 Aprile 2017

 

REPORT GIORNATA DI MOBILITAZIONE CONTRO IL G7 A LUCCA, il 10 APRILE

 

Contro l'ennesimo vertice dei governanti di 7 di alcune delle grandi potenze che affamano e opprimono il mondo, almeno 600 persone sono scese in piazza a Lucca il 10 aprile, rispondendo all'appello della coalizione "Toscana contro il G7".

 

La questura di Lucca aveva vietato di manifestare all'interno delle mura storiche dell'antica città toscana ed è quasi superfluo dire che la piccola città toscana era letteralmente militarizzata come mai lo è stata.

Le porte della città erano presidiate da centinaia di celerini e carabinieri pronti a intervenire contro chiunque avesse voluto in qualche modo mettere in discussione il divieto.

 

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Primo Maggio a Milano

PER UN 1 MAGGIO DI LOTTA INTERNAZIONALISTA

per rimettere al centro il conflitto di classe

 

Da tempo le forze politiche e sindacali che hanno tradito gli interessi delle classi lavoratrici ci vogliono far credere che la giornata del 1 maggio sia solo una ricorrenza celebrativa così come voluta da Stato e Chiesa. Una scadenza da calendario, utile solo a benedire una sorta di “santa alleanza” tra capitale e lavoro al fine del benessere nazionale.

Ma sappiamo bene che non è così!

In questa giornata le classi lavoratrici, le sfruttate e gli sfruttati di tutto il mondo, ricordano il martirio di quattro lavoratori assassinati dallo Stato statunitense l’11 novembre 1887. Quattro nostri compagni “colpevoli” solo di aver lottato insieme ad altre/i per i diritti della classe lavoratrice, a partire dalla lotta per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

Parola d’ordine ancora oggi attualissima e fondamentale.

La giornata internazionale ed internazionalista del 1 maggio è e rimane quindi una giornata di lotta, tesa a ribadire che l’emancipazione delle lavoratrici e dei lavoratori avverrà ad opera di loro stesse/i, o non ci sarà.

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Cesena: le mani sulla sanità.

Mani sulla Sanità: la rivolta. La salute non è profitto!?


Quello a cui stiamo assistendo in ambito sanitario è un qualcosa di diabolico e perverso. Che per il capitale, la medicina e la salute dei cittadini stia diventando sempre di più uno strumento di profitto è ormai palese ed evidente. Ogni cittadino deve perciò avere la consapevolezza che Il profitto quindi sarà di conseguenza prioritario rispetto a quello dell’utenza. I tagli effettuati in questi anni con i vari provvedimenti governativi e attraverso la conferma del blocco delle assunzioni stanno facendo pagare i costi della crisi sempre di più alle fasce più deboli della popolazione e ai lavoratori. Le politiche perseguite dai vari governi e dalle istituzioni hanno un obiettivo chiaro: vendere la nostra salute privatizzandola. Per questo motivo il servizio pubblico si riduce in maniera sempre più drastica togliendo risorse umane e finanziamenti necessari per il suo buon funzionamento. I lavoratori e le lavoratrici della sanità si trovano coinvolti in un processo di destrutturazione del sistema sanitario che lasciandoli gli unici protagonisti della necessità di adeguare la risposta sanitaria alle necessità del Paese.

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