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N° 132

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Solidarietà Autogestita

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Fascismo democratico

In merito ai nazisti e fascisti a Modena.

In merito al presidio antifascista del 15 dicembre.

Quando il nemico siamo noi e non i fascisti.

Questore e Sindaco legittimano i fascisti e i nazisti in città cambiando da corteo a presidio la loro manifestazione, con il gioco delle tre carte, il medaglia d’oro al valor militare della resistenza l’hanno messo sotto ai piedi.

 

Per venerdì 15 dicembre ho richiesto un presidio in Largo Garibaldi, una telefonata della questura mi invitava a richiedere Largo Porta Bologna dove comunque a loro dire, eravamo visibili, cosa che ho fatto. Mi viene autorizzato Largo Porta Bologna, con bandiere, striscioni, musica e volantinaggi.

Arrivo il 15 dicembre alle ore 20 in via Emilia e mi vengono chiesti i documenti per entrare nella piazza che a me era stata autorizzata.
Gli urlo che a nessuno vanno chiesti i documenti per partecipare ad un presidio antifascista.

Il presidio contava già 300 persone, mi dirigo sul lato della piazza verso Largo Garibaldi e trovo un enorme schieramento di polizia con scudi, caschi e manganelli già pronti in mano.

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Alcune considerazioni dopo lo sciopero generale del 27 ottobre

L’attacco repressivo in atto contro il diritto di sciopero e alla rappresentanza Sindacale, invece di indebolire l’area del sindacalismo conflittuale l’ha rafforzata.

Non dobbiamo sottovalutare, nella buona riuscita di questo sciopero, l’importanza che ha avuto l’Assemblea nazionale dei delegati e militanti del sindacalismo di base e dell’opposizione sociale che si è svolta a Milano nella giornata del 23 settembre. E' la conseguenza di quella coesione che si è creata tra quei sindacati di base, alternativi e conflittuali che con coerenza non si sono sottomessi, pur di avere una parvenza di Rappresentanza, al famigerato accordo sulla rappresentanza, definito TUR, che, in cambio, chiede la rinuncia a scioperare in caso di accordi e rinnovi contrattuali “bidone” approvati, ai quali ci hanno ormai abituati i sindacati confederali.

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A mio padre

di Claudia Pinelli.

 

Il freddo è intenso, oggi come tanti anni fa e non solo per il clima di questo mese di dicembre.

 

Eravate belli. Volevate guardare il mondo con occhi nuovi, avevate speranze e voglia di fare, eravate convinti che l’impegno di ognuno avrebbe potuto creare una società più giusta, in cui i diritti di tutti sarebbero stati rispettati.
A quante manifestazioni hai partecipato, quante ne hai organizzate e gli scioperi della fame e i sit-in e le discussioni, a quante cariche della polizia sei scampato…quanto impegno nella tua vita, sempre dalla parte degli ultimi, con l’ottimismo e l’allegria con cui affrontavi la vita. Una vita povera, ma ricca del calore di affetti, di ideali, di compagni, di valori, di etica, di coerenza.
Faceva freddo a dicembre anche in quel 1969, tanto freddo.
E’ atroce entrare in una banca e morire per una bomba.
E’ atroce morire per mano di chi voleva coprire la matrice di quella bomba.
Il tuo precipitare nel cortile della questura, ci rimane squarcio nel cuore.
Sappiamo tanto ora, su quello che è avvenuto in piazza Fontana, delle trame fasciste, della manovalanza fascista di uno stato artefice e complice che ha tramato, ordito e depistato, assolto tutti non riuscendo a nascondere quanto marcio sia il sistema.
Per la tua morte solo frettolose archiviazioni, poche indagini, nessun processo. Lo stato non processa sè stesso, nè allora, nè ora.
In questi anni ci sei sempre stato, presenza che ha scaldato i cuori di quanti ti hanno conosciuto e di chi ha fatto sua la tua storia, in questi anni ci sei sempre stato e hai permesso incontri, sguardi, condivisioni e ti ho ritrovato negli occhi di chi ancora resiste, di chi ancora continua a sperare in una società più giusta e più umana.

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Ancona: 14 dicembre

E’ stato ricordato giovedì 14 dicembre ad Ancona Giuseppe Pinelli (anarchico, militante dell’USI e partigiano) e con lui tutte le vittime dello stato, del fascismo e del razzismo.








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Solidarietà autogestita

Brigate Solidarieta Attiva BSA LentigioneI cataclismi climatici sono una vera iattura. Non vi è molto di positivo da ricavare da situazioni che prevedono se non (fortunatamente) morti, comunque sofferenze, privazioni ed un destino segnato.
Tra i pochissimi lati positivi, il fatto che diventano occasione di una solidarietà agita ed inseribile in un più generale modo di intendersi in mezzo agli altri, di tradurre in quotidianità la propria scala di valori.

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Solidarietà al Fenix sgomberato

Apprendiamo purtroppo oggi dell'ennesimo sgombero subito da Fenix, dal 1986 prima e orgogliosa madre di tutte le occupazioni torinesi, rioccupata e sgomberata una infinità di volte.


Siamo vicini e solidali con gli occupanti e ci aspettiamo di rivederla volare e tornare attiva tra di noi in una nuova occupazione.


L'USI-AIT vi è al fianco ed al fianco di tutte le autogestioni e sperimentazioni per un mondo senza gerarchia e autorità ma di liberi ed uguali.


Solidarietà quindi sul percorso intrapreso e solidarietà contro la repressione dello Stato.


Per l'USI-AIT Colby

Segretario Nazionale

 
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