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N° 132

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Solidarietà Autogestita

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Trenta più trenta uguale 60!

30 ore settimanali, 30 anni di contributi: 60 anni come limite dell'età pensionabile.

E’ questa la, storica, rivendicazione che USI-AIT promuove da diversi anni e che ripropone, con forza, anche in occasione dello sciopero generale del 27 ottobre prossimo.


Agli scettici, a coloro nei quali tale obiettivo suscita ilarità o scherno ricordiamo che, analogo atteggiamento, fu utilizzato (dai padroni e dagli Stati) in occasione delle “tre otto” (otto ore di lavoro, otto di svago e otto di riposo) lanciato alla metà dell’ottocento da milioni di lavoratori in tutto il mondo e culminato (nel 1886) nell’eccidio di Hymarket Square a Chicago e alla, conseguente, condanna a morte di 8 lavoratori anarchici.

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Assemblea 23 settembre

RELAZIONE INTRODUTTIVA

Le motivazioni dello sciopero generale dei 27 ottobre sono state ulteriormente chiarite e rafforzate da quanto avvenuto dopo la sua dichiarazione.

Il contesto che si è delineato evidenzia con più chiarezza un preciso progetto autoritario di normalizzazione dei rapporti sociali nel paese che va respinto con determinazione

Le linee operative del progetto governativo riguardano:

La limitazione del diritto di sciopero

Dopo il riuscitissimo sciopero del 16 promosso da alcune organizzazioni sindacali di base è ripartito l’attacco al diritto di sciopero.

La crisi economica, viene affrontata dalla borghesia accentuando l’attacco alle condizioni di vita dei lavoratori (lavoro flessibile, disoccupazione, precarietà, ecc.) contemporaneamente con un’escalation dell’azione repressiva e reazionaria. Laddove lo Stato ha poco da offrire in termini di “stato sociale“, la dura legge del capitalismo, fatta di licenziamenti, salari da fame e sfruttamento, può essere accettata e introiettata soprattutto attraverso il manganello, la criminalizzazione del dissenso e l’attacco al diritto di sciopero.

 

Si punta perciò a stringere le maglie dell’esercizio dello sciopero per ridurre la possibilità che col conflitto i lavoratori e i ceti popolari possano costruire dei rapporti di forza per modificare in meglio la propria condizione lavorativa ed economica.

Il diritto allo sciopero è stato da tempo limitato e impedito con norme (legge 146/90 poi racchiusa nel testo unico n. 83/2000) e sentenze; ora verrebbe definitivamente sottratto ai singoli lavoratori e attribuito ad alcune organizzazioni sindacali integrate allo Stato a cui affidare il monopolio sindacale.
Cercheranno di impedire, tramite legge, l’esercizio del diritto di sciopero ad organizzazioni sindacali che sono in opposizione alle politiche padronali e dei Governo.

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Colpo di stato "morbido" in Catalogna?

Comunicato in inglese, spagnolo, catalano ed italiano.


Dear comrades:

below is a statement approved by all unions in the "regional", in this case, Catalonia and the Balearic Islands. Please translate to your local language and distribute and post widely.

If you'd rather work on the Spanish/Catalan version, it can be found here https://cntlhospitalet.wordpress.com/

As I said in my earlier report, the comrades are working hard to distance themselves from the nationalist agenda and introduce a class perspective to the issue, but this is difficult, amid an understandable surge in nationalist sentiment in the people. Meanwhile, repression is growing larger, and the militarisation of Catalonia is starting to look more and more like a "soft" coup

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Una lotta simbolo

NICOLA E L'U.S.I. NON MOLLANO E ALLA FINE...VINCONO!!!


Grande vittoria finale della lotta, durata anni, di Nicola e dell'USI contro la cooperativa TKV per il mancato pagamento della reperibilità ai lavoratori cimiteriali (che dovevano stare a disposizione 24 ore su 24 per eventuali recuperi di salme). Una vertenza condotta prima sul luogo di lavoro e poi nelle aule giudiziarie.

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L’inquieta attitudine

Camillo Berneri e la vicenda politica dell’anarchismo in Italia
Secondo Libro
Il biennio rosso e rossonero

Edizioni Kronstadt

 

Nel campo dell’anarchismo classico, nessuno più di Camillo Berneri ha sostenuto con così tanta determinazione la necessità di un’attitudine anarchica alla politica, di un anarchismo politicamente maturo.


D’altra parte, mai come nei due anni di tempesta sociale che seguirono la fine della Grande Guerra, il corpo militante dell’anarchismo italiano è stato attraversato da così vasti processi di maturazione politica.

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La lotta è di classe (o non é)

27 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE!

UNA IMPORTANTE PROVA DI FORZA CONTRO IL GOVERNO E IL PADRONATO

 

Che le forze padronali in stretta alleanza con quelle governative ci vogliono schiacciare fino all’umiliazione insopportabile è un disegno che soprattutto negli ultimi anni si è palesato fin troppo bene con la cancellazione delle principali conquiste del movimento dei lavoratori/lavoratrici, l’espulsione crescente dai luoghi di lavoro, la precarizzazione diffusa, fino alla eliminazioni delle forme di lotta più fastidiose.

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