Scarica e leggi LOTTA di CLASSE in formato PDF

N° 132

ldc131

 


  DeliverUnion


 

 

logo

 

USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

http://www.cnt.es/sites/all/themes/cenete/logo.png

http://www.fau.org/box_left/leftbox_030207181443/box_bild

Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

libroUSI 1

ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

cover Libro USI2clicca sulle immagini per ingrandirle

LEGGI QUI PER ALTRE INFO

Home
Verso la fine della rappresentanza sindacale extra confederale?

Cgil, Cisl, Uil stanno preparando le condizioni per neutralizzare ogni forma di sindacalismo conflittuale.

Di fronte alla grave crisi che incombe, le cui conseguenze ricadono soprattutto sulle spalle della classe lavoratrice con effetti devastanti, non trovano meglio da fare che ridurre, se non sotterrare, quello che ancora rimane della rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratici che non vogliono piegarsi alle loro politiche di svendita anche degli ultimi diritti rimasti.

Dopo aver concordato al loro interno le linee guida delle “nuove rappresentanze sindacali” le Confederazioni si stanno accordando con la Confindustria per arrivare ad un accordo.

L’obbiettivo di questa intesa è quello di legare la “Rappresentanza Sindacale” all’accettazione degli accordi che verranno sottoscritti a maggioranza dai sindacati confederali e concertativi, rendendo impraticabile la possibilità di scioperare contro.

La Rappresentanza Sindacale diventa solo una finzione.

Leggi tutto...
 
ILVA, ritorno alle vecchie abitudini

Antonio Ruggiero nel suo ultimo intervento ha chiaramente espresso tutte le sue perplessità in merito al rallentamento “della spinta propulsiva” – di matrice autogestionaria – in corso in seno al Comitato di Cittadini e Lavoratori Liberi e pensanti. Spinta che si è interrotta a partire dal 15 dicembre 2012 data in cui – nella ben riuscita manifestazione regionale – si parlava ancora di: esproprio senza indennizzo, confisca internazionale dei beni del gruppo Riva, riqualificazione dei lavoratori, bonifiche del territorio e delle acque, passaggio a tecnologie produttive meno invasive (corex ecc), immediata riconversione industriale utilizzando (anzi ampliandola) la stessa “platea” di lavoratori impegnati, oggi, all’ILVA …

Oggi la situazione è drasticamente cambiata: a fronte di un massiccio utilizzo della cassa integrazione in deroga fa da contraltare l’utilizzo strumentale dei, cosiddetti, “contratti di solidarietà”, che costituiscono un’ulteriore elemento di divisione tra lavoratori per la gestione, a dir poco clientelare, con la quale questi contratti vengono erogati.
Si moltiplicano le denuncie di discriminazione tra lavoratori ai quali tali contratti si applicano con “maggior frequenza” rispetto ad altri mentre d’altro canto l’azienda, con l’avallo confederale, fa ricorso al lavoro straordinario in totale spregio della norma pattizia che vieta il ricorso allo straordinario in regime di “contratti di solidarietà”.

E’ in questo clima di evidente restaurazione confederalpadronale che si inserisce la vicenda dell’operaio Delli Ponti in cui l’azienda – scavalcando l’esplicita volontà dei tantissimi lavoratori Ilva che hanno firmato ai banchetti fatti dai sindacati di base per devolvere ore di lavoro o di ferie come contributo al loro compagno di lavoro Stefano Delli Ponti – ha sguinzagliato i suoi “fiduciari” Fim, Fiom e Uilm a rifare nuovamente questa petizione solidale, come se le firme pregresse messe spontaneamente e volontariamente e già consegnate all’azienda fossero “impresentabili” e avrebbero valore “cogente” solo quelle con il timbro ed il “placet” confederale.

Un’ulteriore dimostrazione di come il connubio sindacato/dirigenza aziendale sia assoluto ed inscindibile. Oppure – per dirla tutta – del ruolo preponderante che i sindacati “gialli” hanno nel soffocare ogni anelito autogestionario proveniente dal basso. Anche a costo di giocare, ancora una volta, con la salute e la vita di un lavoratore.

 
Comunicato USI Sanità sulla vertenza S. Raffaele

La vertenza del San Raffaele in questi mesi ha rappresentato senza dubbio uno dei momenti più significativi del conflitto sociale in ambito sanitario a livello nazionale, anche e soprattutto considerando tutto il contesto stesso in un cui si è collocato.  La vertenza ha infatti rappresentato  un progetto pilota  nella strategia padronale che nel corso degli anni  ha favorito lo smantellamento del servizio sanitario pubblico a favore di un privato ormai sempre più funzionale al profitto. La vicenda del San Raffaele di Milano ha dimostrato infatti ampiamente l’intento di consegnare un servizio di qualità nelle mani di poche grandi caste imprenditoriali. Un processo degenerato nel corso del tempo e che oggi si palesa in tutta la sua mostruosità: la conversione della salute in merce.  Dopo mesi di lotte fatte da presidi, blocchi e scioperi con lo spettro di una repressione sempre più evidente da parte dell’amministrazione sempre in agguato, dopo una trattativa in Regione durata 17 ore ,  il 10 maggio è  stata siglata la nuova ipotesi di accordo per il San Raffaele.  Accordo che è stato poi ratificato oggi 17 maggio dalla RSU e da tutte le organizzazioni sindacali ( USB, USI, LAS, CGIL, CISL e UIL ), a seguito di sei assemblee con i lavoratori che si sono svolte in questi giorni per discutere l’ipotesi di accordo. Dalle assemblee dove hanno partecipato oltre 1500 lavoratori vi è stato un pressoché totale plebiscito. Solo otto i contrari e un astenuto. Non vogliamo entrare nel merito dei dettagli dell’accordo, ed è proprio in funzione di ciò che abbiamo atteso il giudizio dei lavoratori attraverso le loro assemblee. Quello che ci preme sottolineare sono solo alcune considerazioni e alcune cose essenziali.

Leggi tutto...
 
Comunicato USI S. Raffaele in merito all'accordo

Dopo molti mesi di conflitto, varie mobilitazioni e a licenziamenti in corso, nella prima mattina di venerdì 10 maggio 2013, al termine di un incontro cominciato il giorno prima, presso la sede regionale ARIFL è stata sottoscritta un'ipotesi d'intesa tra l'Ospedale, la RSU (ha sottoscritto l'accordo la quasi totalità dei delegati) e le OO.SS. (tutti i presenti hanno firmato).

 L'ipotesi di accordo sancisce il reintegro dei 64 lavoratori già licenziati, il ritiro di tutta la procedura e dei conseguenti licenziamenti, inoltre l'azienda s'impegna a non avviare altre procedure analoghe almeno fino al 31 dicembre 2014.  L'ipotesi d'accordo prevede decurtazioni salariali ma si è riusciti a spostare parte di queste decurtazioni verso le erogazioni unilaterali e/o individuali, spesso frutto di riconoscimenti clientelari; così da rendere tali decurtazioni più eque e progressive; non potranno in nessun modo essere decurtati indennità contrattuali. Non viene previsto il passaggio al CCNL AIOP (Sanità privata).

 L'ipotesi sottoscritta sconfigge la volontà di annichilire i lavoratori e la loro rappresentanza sindacale. In modo responsabile la quasi totalità dei delegati RSU e USI hanno messo a frutto le mobilitazioni di questi lunghi mesi in un'ipotesi di accordo che sarà sottoposta al giudizio dei lavoratori.  USI-Sanità è stata parte attiva nella mobilitazione e lotta di tutti questi mesi e pertanto, giudica favorevolmente un accordo (pur nella sua onerosità per i lavoratori) che blocca il tentativo padronale di incidere sulla contrattazione collettiva e determinare una deregolamentazione salariale, l'azzeramento dei diritti e delle conquiste dei lavoratori.


USIS Ospedale S. Raffaele

 
San Raffaele: se lotti puoi ottenere qualcosa

In seguito all'ultimo incontro presso la Regione, durato 17 ore e terminato la mattina del 10 Maggio, si è conclusa la fase di contrattazione seguita alla vertenza sindacale che USI Sanità, assieme ad altri sindacati di base, aveva intentato contro la direzione dell'Ospedale San Raffaele di Milano che intendeva licenziare 244 lavoratori a seguito della crisi innescata dalla mala gestione dell'istituto da parte dei vertici aziendali.

Grazie a mesi di lotte e sacrifici, anche pesanti, da parte dei lavoratori, è stato sottoscritto un accordo che scongiura i licenziamenti all’osr e reintegra i 64 lavoratori già licenziati.

L’accordo è stato sottoscritto da tutte le sigle e dovrà ora passare al vaglio dei laavoratori medesimi.

Rispetto al precedente accordo firmato a Roma e bocciato dai lavoratori, sono cambiati i seguenti termini:

- Nessun passaggio al contratto di sanità privata AIOP- Nessuna deroga alle voci del CCLN

- Tagli di salario non solo su voci di contrattazione aziendale, ma anche a voci non contrattuali individuali legate a superminimi e similari, spesso dovute a contrattazioni individuali o elargizioni padronali a capi e capetti.

Leggi tutto...
 
Successo dello sciopero regionale della Sanità

Come preannunciato si è svolto lo sciopero regionale lombardo nella giornata dell’8 maggio promosso da tutte le sigle del sindacalismo di base presente nel settore. L’obbiettivo dello sciopero è la solidarietà alla lotta del San Raffaele, contro i licenziamenti, e a sostegno di tutte le varie vertenze nel settore, sotto pesante attacco, rivendicando un contratto unico, sia per il settore pubblico che privato.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 Succ. > Fine >>

Pagina 101 di 116

Scarica l'app dell'AGENDA ROSSONERA 2017

http://www.agendarossonera.org/

copertina

USI: metodo e azione anarcosindacalista

Pagina Facebook


 

Pagina Lotta di Classe