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N° 132

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Solidarietà Autogestita

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USI antimilitarista

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Modena, ciclo di iniziative per il ricordo dell'eccidio del 7 Aprile

Iniziative per il 7 aprile
in ricordo dell'eccidio di piazza Grande del 1920 a Modena.

 

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LE LOTTE SOCIALI NON SI ARRESTANO!

antirepusi

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Ancona manifesta contro lo sgombero di Casa de Niantri
Circa mille manifestanti sabato hanno dato vita a una bellissima manifestazione ad Ancona contro lo sgombero di Casa de Nialtri e per rilanciare i contenuti della lotta per la casa e il reddito. Molti gli occupanti di via Ragusa (gruppo che il comune tenta continuamente di disgregare e disperdere) presenti con noi alla testa del corteo. La partenza avviene da piazza Ugo Bassi, lo stesso luogo da cui il 22 dicembre partimmo per occupare l’ex asilo (ormai luogo simbolo di questa lotta e anche quest’oggi presidiatissimo da reparti di polizia).
Apre il corteo lo striscione del nostro movimento "Casa, reddito, dignità non si sgomberano – Casa de Nialtri non si ferma" e una grande immagine del sindaco, Valeria Mancinelli, che brandisce manganello e scudo di polizia (su cui è scritto “Mancinelli Manganelli” ed è raffigurato il simbolo del comune di Ancona). La presenza armata di reparti di celere, carabinieri e guardia di finanza accompagna tutta la manifestazione. Altre truppe antisommossa presidiano in forze molti punti della città (particolarmente il comune e la sede del PD).
E’ Adam, occupante proveniente dalla Costa d’Avorio, a iniziare i numerosi interventi al microfono che accompagnano il corteo, lanciando l’indicazione che la Casa de Nialtri resiste e la lotta continua.
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ARRESTI CONTRO I MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL'ABITARE

 

Puntuali come un orologio in questa mattinata sono stati eseguiti 17 arresti a Roma nei confronti di compagni/e legati e assoluti protagonisti della lotta per la casa nella capitale.
L'episodio contestato è la manifestazione del 31 ottobre a Roma in occasione della Conferenza Stato-Regioni sui temi dell'emergenza abitativa, in quell'occasione la Polizia impedì l'accesso ai manifestanti per esprimere indignazione e rabbia nei confronti delle attuali politiche abitative.
Paolo, Luca e altri cinque compagni sono sottoposti a detenzione domiciliare, mentre altri dieci compagni sono sottoposti a obbligo di firma.

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Storia degli anarchici a Monfalcone

 

Venne dal Carso la bomba destinata al Duce

Lo storico Meneghesso riscostruisce le vicende degli anarchici bisiachi a inizio ’900. Incluso l’attentato a Mussolini del ’26

di Giovanni Tomasin

 

Anarchismo monfalconese. L’abbinamento delle due parole potrà sembrare strano in una città operaia che nella seconda metà del Novecento ha visto le grandi lotte politiche e sindacali svolgersi sotto le bandiere rosse del partiti comunista e socialista. Eppure vi fu un tempo, fra la nascita del cantiere nel 1907 e l’affermarsi del regime fascista, in cui i vessilli neri degli anarchici rispondevano alle istanze più libertarie ed incendiarie degli operai, raccogliendo attorno a sè ampio consenso: la loro è una storia di impegno politico e culturale, di scioperi, di soprusi padronali, di atti di violenza. Una vicenda piccola, forse, che si inserisce però nel contesto ampio di uno dei periodi più complessi della storia europea: è da Monfalcone, ad esempio, che partirono le bombe con cui l’anarchico Gino Lucetti nel 1926 attentò alla vita di Benito Mussolini. Questa storia perduta è stata dissepolta, come un’ascia di guerra, dallo storico Luca Meneghesso (udinese ma residente a Monfalcone) in una tesi di laurea intitolata “Per una storia degli anarchici a Monfalcone (1908-1926)”, relatore Claudio Venza. Andando a spulciare tra le riviste dei movimenti dell’epoca, negli schedari dello spionaggio di regime, parlando con i discendenti dei protagonisti e con chi poteva riportare testimonianze quasi dirette, Meneghesso ha posto le basi per una storia dell’anarchismo in Bisiacaria agli inizi del Novecento, e ricostruito le vicende delle prime battaglie sindacali del cantiere di Monfalcone.

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Adesione alla mobilitazione del 22 Febbraio a sostegno dei NoTav

ADESIONE ALLA MOBILITAZIONE DEL‭ ‬22‭ ‬FEBBRAIO

L’Unione Sindacale Italiana aderisce e partecipa alla giornata di protesta del‭ ‬22‭ ‬Febbraio,‭ ‬con modalità d’iniziative sul territorio,‭ ‬di sostegno al movimento No Tav,‭ ‬contro le grandi opere,‭ ‬in difesa del territorio e dell’ambiente e soprattutto contro la criminalizzazione e la repressione nei confronti del movimento No Tav,‭ ‬e di tutte le proteste similari nei rispettivi territori,‭ ‬con la pratica di aggressioni poliziesche,‭ ‬denunce,‭ ‬incarcerazioni e di leggi speciali.

Per la segreteria USI‭ – ‬AIT‭ ‬

Enrico Moroni

 

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