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N° 132

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  DeliverUnion


 

 

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Appello alla solidarietà, un appello alla lotta NO TAV!!

Cari compagni, care compagne,
questo è un appello. Un appello alla solidarietà, un appello alla lotta. In quest’angolo di nord ovest si sta giocando una partita durissima, una partita di libertà, che va ben al di là del treno ad alta velocità che ogliono imporre, costi qual che costi.Il Tav in Italia ha sostituito il sistema imploso con tangentopoli: tuttihanno le mani in pasta, nessuno vuole farsi sfilare la torta da sotto ilnaso.Nella settimana appena trascorsa i No Tav hanno presidiato il territoriogiorno e notte, piazzando tende, erigendo barricate, cucinando insieme la pasta, discutendo il da farsi. E aspettando. Aspettando che arrivi la polizia a sgomberare tutti. In questa settimana i giornali si sono scatenati. Chiaro lo scopo: criminalizzare e dividere. Giovedì a Bussoleno si è svolta una grande assemblea popolare: il movimento No Tav è deciso a resistere e fa appello a tutti perché vengano a dare man forte alla Maddalena di Chiomonte. Qui trovate il video dell’assemblea di giovedì: http://www.ustream.tv/recorded/14975687 http://www.ustream.tv/recorded/14976323 Il mio intervento è a metà tra il primo e il secondo video. Non possiamo sapere quando arriveranno, anche se abbiamo delle ipotesi. I giorni e le notti a rischio sono quelle di domenica (dalla notte), lunedì e martedì. Dopo, visto l’avvicinarsi del lungo fine settimana del due giugno, pare improbabile. Ieri industriali e politici hanno chiesto unanimi botte e sangue. Bonino ha dichiarato esplicitamente che “non ci sono regole di ingaggio”. In merito vi copio sotto il link ad un articolo di NuovaSocietà:
http://www.nuovasocieta.it/attualita/27076-tav-pronta-la-militarizzazione-della-val-di-susa.html Chi può venga su a darci man forte. Se non potete venire fate iniziative nelle vostre città e paesi. Vi aspettiamo. ciao,

maria

 
Comunicato stampa del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Tezze sul Brenta e Bassano del Grappa

Comunicato stampa del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Tezze sul Brenta e Bassano del Grappa

Con il più profondo disgusto abbiamo accolto la sentenza con cui il giudice Deborah Di Stefano ha mandato assolti, poiché “il fatto non sussiste”, Zampierin, Sgarbossa, Battistella, titolari e direttore della Tricom, la nota fabbrica dei veleni di Tezze,  presunti responsabili della morte dei lavoratori dell’azienda che per anni hanno respirato, senza tutela alcuna le sostanze nocive presenti nel processo produttivo.

Il giudice, moglie di un imprenditore, ancora una volta assolve i responsabili!

Come al solito questo tribunale, nel suo gioco delle parti, (il PM chiede 13 anni e il giudice assolve), ha dimostrato fino in fondo la propria natura di tribunale al servizio dei padroni.

Non è bastata la duplice richiesta di archiviazione, il cambio completo di giudici e PM, il rito abbreviato e a porte chiuse con lo sconto di un terzo della pena, la sentenza del processo civile e del processo per disastro ambientale di Cittadella che condannavano gli imputati.

Il giudizio di questo tribunale è una vergogna, che uccide una volta di più i lavoratori della Tricom e umilia i loro familiari.

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LA CNT SPAGNOLA CONDANNA LA BRUTALE REPRESSIONE A MADRID
[La Confederazione Nazionale del Lavoro condanna lo sgombero del presidio/accampamento spontaneo di protesta dalla Puerta del Sol  [Madrid] realizzato nella notte di ieri dalla polizia. In egual modo condanna la brutalità dispiegata contro le mobilitazioni del fine settimana ed esprime solidarietà ai detenuti (ndr)]
Se nel comunicato contro l’intervento militare in Libia, pubblicato in marzo, la CNT chiamava a seguire l’esempio delle classi popolari del mondo arabo, che stavano dimostrando  la possibilità di affrontare regimi e realtà che si credevano inamovibili, ora vediamo  che qualcosa comincia a muoversi nella società di questo paese. Le mobilitazioni dello scorso fine settimana, nonostante le contraddizioni che si possono vedere, sono un esempio di questo.
Allo stesso modo, il comportamento della polizia dimostra che a questo lato del Mediterraneo, che si pretende democratico, la risposta dello Stato è in fondo molto simile a quella di certi regimi autoritari: è la violenza contro coloro che pacificamente esprimono la loro nausea verso un sistema egoista, un capitalismo e un sistema bancario disumani, una classe politica corrotta capace di vedere solo il proprio ombelico. Una repressione che pretende, inoltre , di screditare le mobilitazioni con l’unico scopo di criminalizzarle. Si crea così il paradosso che quelle stesse mobilitazioni che in altri paesi erano state considerate come passi in avanti verso la libertà  qui vengono infamate come comportamenti”radicali e antisociali”.
Per questo, come  Confederación Nacional del Trabajo, condanniamo la brutalità poliziesca contro i manifestanti, lo sgombero del presidio /accampamento della  Puerta del Sol, solidarizzando con i detenuti dei quali esigiamo l’immediata liberazione.
Infine invitiamo a manifestare pubblicamente per denunciare questo sistema irrazionale e trasformarlo radicalmente, sì, ALLA RADICE… a partire dalla solidarietà, dal mutuo appoggio, dall’azione diretta e dall’autogestione.
17 maggio 2011
Secretariado Permanente del Comité Confederal de CNT
 
Sindacato USI Arti e Mestieri - AIT Congresso Nazionale 7-8 maggio 2011 – Genova
Nei locali della sezione USI di Genova si è tenuto, con buona partecipazione di compagni provenienti da diverse parti d’Italia, il Congresso Nazionale di USI Arti & Mestieri.
Dopo i saluti del segretario nazionale USI Guido Barroero, il segretario uscente, Gino Ancona, ha tenuto un’ampia e articolata relazione sull’attività svolta dopo l’Assemblea nazionale tenutasi a Carrara nel dicembre dello scorso anno e sulle prospettive di crescita e di sviluppo del Sindacato Arti & Mestieri.
Ne è seguito un intenso e serrato dibattito che, partendo dalle situazioni e dai progetti locali e toccando i vari punti all’ordine del giorno, ha delineato un percorso di lavoro che impegnerà il Sindacato nel prossimo futuro.
Si sono anche discussi e definiti i rapporti con l’USI e quelli con altre organizzazioni, a livello nazionale e internazionale che, nel rispetto reciproco e delle autonomie, devono essere improntati alla costruzione di un comune Progetto Complessivo Sociale, base concreta, per una alternativa al capitalismo.
Si è approvato, all’unanimità, il nuovo Statuto, emendato per consentire anche a lavoratori dipendenti e soggetti a contrattazione di aderirvi e così incominciare a dare risposte e proposte concrete, in senso autogestionario e mutualistico, al precariato e alla disoccupazione con particolare attenzione alle situazioni di smantellamento e chiusura di aziende.
Sono stati infine nominati, sempre all’unanimità, i seguenti compagni alla responsabilità delle cariche nazionali:
Segretario Generale: Gino Ancona
Responsabile Cassa nazionale: Roberto Dammicco
Commissione Esecutiva: I Segretari delle varie sezioni locali

Genova, 8/5/2011

 
COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER FRANCESCO MASTROGIOVANNI
PROCESSO MASTROGIOVANNI

Comunicato–Stampa  del 3/5/2011

Dall’annotazione di servizio dei CC risulta che alle ore 8,30 del 31 luglio 2009  è richiesto il loro intervento perché il sindaco di Polllica ha  ordinato il T.S.O. nell’interesse di Francesco Mastrogiovanni, ma sempre dallo stesso documento risulta che i due medici prescritti dalla legge  vigente intervengono dopo le ore 8,30 del 31 luglio 2009.
Errore di verbalizzazione o altro?

Vallo della Lucania - Si è tenuta regolarmente la terza udienza del Processo che vede imputati diciotto tra medici e infermieri dell’ospedale di Vallo della Lucania (Sa) che nell’estate 2009 causarono la morte del maestro elementare Francesco Mastrogiovanni di Castelnuovo Cilento (Sa).
Dei  Comandanti delle Forze dell’ordine che, durante la mattinata del 31 luglio 2009, parteciparono all’esecuzione dell’Ordinanza di Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.) emanata dal sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, si è presentato all’udienza di oggi solo il comandante della stazione dei Carabinieri di Pollica, il maresciallo Maffia. Il comandante della Polizia urbana di Pollica, Graziano Lamanna, ha preferito assentarsi ed è stato nuovamente convocato per la prossima udienza.

Il maresciallo dei CC ha confermato il contenuto della relazione di servizio redatta alle ore 15 del 31 luglio 2009, precisando che il documento acquisito agli atti del processo è stato redatto dai CC della stazione di Pollica che, come risulta dalla stessa relazione, sono intervenuti alle ore 8,30 del 31 luglio 2009 a seguito della richiesta di ausilio da parte del comandante della Polizia Urbana di Pollica, mentre il maresciallo Maffia giunge sul posto ove Francesco Mastrogiovanni viene sedato, intorno alle ore 12.
Nel rapporto si legge che alle “ore 8,30 odierne” il Sottotenente Graziano Lamanna della Polizia Locale del Comune di Pollica ha chiesto l’intervento dei carabinieri della stazione di Pollica  “…poiché il Sindaco di Pollica con ordinanza n. 53 del 31.7.2009 recante protocollo 6917 aveva ordinato il Trattamento Sanitario Obbligatorio in stato di degenza ospedaliera nell’interesse del sig. Mastrogiovanni Francesco….”
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L'uso illegittimo della sigla AIT-IWA

Agli inizi del 1995 una componente della USI (con centro operativo nell'USI Roma) tentò di portare l'USI all'interno di un contenitore organizzativo (ARCA-USAE, collegata con un coordinamento di sindacati europei) insieme ad altri sindacati italiani, sia alternativi che corporativi (l'ARCA durò alcuni anni e poi naufragò per lotte di potere interne). La maggioranza dell'USI si oppose a quest'operazione che significava la fine dell'identità dell'USI e della sua collocazione nell'AIT. Fu a questo punto che la componente che faceva riferimento all'USI Roma inizio un processo interno che portò a un congresso scissionista a Roma nell'aprile 1996.

La componente legittima dell'USI celebrò il suo congresso a Prato Carnico (maggio 1996).
L'AIT deliberò sulla situazione italiana nel suo XX Congresso (Madrid, dicembre 1996), constando le pratiche autoritarie degli scissionisti decise di espellerli dall'AIT e di riconoscere come unica USI sezione dell'Internazionale quella che aveva celebrato il suo congresso a Prato Carnico.

Nonostante questa decisione la componente scissionista ha continuato ad usurpare ed utilizzare sia la sigla USI che la sigla AIT creando forti problemi alla legittima USI-AIT nello svolgimento dell'azione sindacale (indizione di scioperi, vertenze, ecc.). Gli scissionisti oltre ad utilizzare arbitrariamente la nostra sigla e quella dell'Internazionale hanno continuato ad operare con un sindacalismo verticistico, clientelare, corporativo ed autoritario (appoggiando politicamente il partito romano di Rifondazione Comunista) che niente ha a che vedere con i principi dell'anarcosindacalismo e dell'AIT.

 
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