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N° 132

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Solidarietà Autogestita

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Concorso scuola in Calabria: una farsa

L’USI-AIT Calabria, alla luce delle numerose irregolarità che hanno caratterizzato, nella regione Calabria,  il concorso per l’immissione in ruolo voluto dall’ex Ministro Profumo , ritiene necessario il blocco totale, nella Regione, di tutte le operazioni di immissione in ruolo tramite concorso al fine, quantomeno, di revisionare attentamente le graduatorie.

In Calabria le operazioni del concorso sono state caratterizzate da alcune inquietanti anomalie. A fine agosto, ad esempio, venivano direttamente pubblicate, dall’ufficio competente, le graduatorie definitive e del concorso per le scuole materne senza la precedente pubblicazione delle graduatorie temporanee, in altri termini ai partecipanti al concorso è stata negata la possibilità di fare ricorso innanzi a quelli che sono stati numerosi errori nell’attribuzione del punteggio finale. In questo modo è molto probabile che, a causa di errori materiali, siano stati immessi in ruolo docenti che nei fatti, avevano meno punti di altri. La situazione in Calabria è inaccettabile!

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Solidarietà ai lavoratori del comparto scuola che hanno manifestato

L'USI.AIT Calabria esprime la propria vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici della scuola scesi in piazza, a Cosenza e in tutta Italia, nella giornata del 4 settembre. Il momento di mobilitazione, indetto dai Precari Uniti Contro i Tagli, ha sottolineato alcune specifiche richieste:

1. il ritiro della riforma (leggi tagli indiscriminati) Gelmini-Tremonti

2.il ritiro della riforma Fornero (ossia la macelleria sociale) .

 

L'USI-AIT Calabria è convinta che senza il ritiro di questi due sciagurati provvedimenti è perfettamente inutile parlare di concorsi (come ha sfortunatamente fatto l'ex ministro Profumo) e di immissioni in ruolo (ridicoli i numeri sbandierati dalla Carrozza).

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CONTRO L'INTERVENTO MILITARE IN SIRIA E IN OGNI PARTE DEL MONDO

 

siria

 
L'accordo fascista sulla rappresentatività del 31-05

Allo stesso modo in cui il “porcellum” è una versione peggiorativa della legge elettorale Acerbo del 1923, che permise al fascismo di vincere le elezioni del 1924, il porcellum sindacale è una versione ammodernata dell’accordo fra CONFINDUSTRIA e sindacati fascisti del dicembre 1923, che sancirono la sottomissione del movimento operaio al governo e al padronato.
L’accordo venne firmato a palazzo Chigi, allora occupato da Benito Mussolini che era presidente del consiglio; essi dovevano preludere al riconoscimento del monopolio della rappresentanza sindacale ai sindacati controllati dai fascisti.
Il 2 ottobre 1925 fu sottoscritto un nuovo accordo interconfederale tra Confindustria e sindacati fascisti che prevedeva il reciproco esclusivo riconoscimento e l’abolizione delle commissioni interne di fabbrica, organismo eletto dai lavoratori; l’accordo ha preso il nome di patto di palazzo Vidoni.
La legge n.563 del 3 aprile 1926 emanata dal governo fascista recepì i precedenti accordi interconfederali tra Confindustria e associazioni agrarie da una parte e sindacati fascisti dall’altra, stabilendo per legge il monopolio della rappresentanza dei lavoratori per i sindacati “legalmente riconosciuti” e abolì il diritto di sciopero.

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Festa Libertaria

27 - 28 - 29 Settembre si terrà a Modena una tre giorni di festa Libertaria all'Ex Caseificio di San Martino di Mugnano con dibattiti, cene e concerti.
Campeggio Libero!!

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La Sanità che vogliamo

PER DIFENDERE IL DIRITTO ALLA SALUTE ED ALLA SANITA' PUBBLICA E' NECESSARIO CAMBIARE !

Non si tratta di contrastare il sistema, ma di uscirne e cambiarlo radicalmente.

Un dato da fatto certo è che negli ultimi anni le politiche governative, sia nazionali che regionali non hanno avuto al centro dei propri interessi i bisogni di salute della popolazione ma soltanto una riduzione dei costi con tutto ciò che ne consegue. Il modello attuale di sanità che conosciamo e che tutti affermano di voler difendere riconoscendolo come unico valore il quale ne garantiva un diritto per tutti ha fallito. Esso ha fallito non solo a causa degli interessi commerciali e del profitto sempre più immerso negli affari governativi, i quali hanno determinato le scelte politiche in ambito sanitario ed anche perché gli affaristi compiacenti tra partiti e sindacati di regime hanno accettato la mercantilizzazione, come dimostra il moltiplicarsi di fondi integrativi sanità inseriti, da questi, in molti contratti privati e che rappresentano un preludio ad ulteriori sostanziali riduzioni della presenza e delle tutele del diritto alla salute, ma anche dal punto di vista collegato a tutti gli aspetti che la compongono nel suo insieme e che sono legati al concetto di salute stesso.

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