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N° 132

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Solidarietà Autogestita

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Chi arma la mano di casa Pound

Quello che è successo a Firenze non appartiene agli eventi casuali. Tanto meno possiamo liquidarlo come un'azione di un folle. E lo diciamo subito, a fiuto, che i fatti potrebbero non essere andati come da subito le versioni istituzionali hanno dichiarato sbrigativamente.
1)   casa Pound a Pistoia , frequentata da Gianluca Casseri, è nata e cresciuta sotto l'occhio protettivo  delle istituzioni democratiche e difesa  della questura.   Nel 2009 A Pistoia ci fu una manifestazione antifascista per riaffermare che il fascismo non poteva pretendere di essere normalizzato, e fini in una assemblea alla casa del popolo vicino la sede di Casa Pound.  In contemporanea ci fu una visita di ignoti alla stessa casa  Pound e subito dopo la questura invase la casa del Popolo sequestrando  ed identificando tutti i partecipanti alla assemblea  A caldo nessuno dei fermati fu riconosciuto dai poundiani. Ma qualche giorno dopo , i testimoni riconoscevano alcuni compagni e ci furono arresti. La montatura fu subito evidente come fu subito evidente la collusione fra questurini, DIGOS e casa Pound. Uno dei denunciati è aderente all'USI.

2 E' mai possibile che la questura lavori con una lena incredibile fino a concretizzare  i suoi supposti  ragionamenti  ed arrivi ad incriminare fior fior di terroristi anarchici antifascisti, saccheggiatori e devastatori, proprio di casa Pound?

3 E come è possibile che un individuo che non ha mai nascosto i suoi “sdoganati pensieri democratici” avesse dichiarata un arma così pesante  così per sport?.Quando per avere un arma si deve essere sottoposti ad una serie di valutazioni  di merito da parte di uffici preposti? Una 357 Magnum è un delle pistole più potenti.

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UN PAESE IN RIVOLTA, LA POLIZIA CARICA E PICCHIA ANCHE I BAMBINI !!!!!!!

Si apre con violenti scontri e con una tensione altissima la seconda giornata di manifestazioni pacifiche contro l’abbattimento di tre immobili abusivi in località Fusaro/Torregaveta.

Stamane all’arrivo delle ruspe e di un grosso quantitativo di poliziotti, i cittadini presenti al presidio hanno formato un cordone umano davanti l’abitazione dei fratelli Cardamuro. Donne e bambini con mani alzate formavano la testa del cordone.

Le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti rompendo il cordone, manganellando donne e bambini in modo violento. Un bimbo ha ricevuto una manganellata in pieno volto che gli ha causato la rottura dei denti, numerosi sono i cittadini sanguinanti e picchiati anche da più poliziotti contemporaneamente che hanno dovuto recarsi al vicino presidio ospedaliero di Santa Maria delle Grazie a Pozzuoli.

La tensione è salita alle stelle: la polizia ha poi lanciato lacrimogeni e sassi a cui hanno risposto in egual misura i manifestanti presenti.

I fratelli Cardamuro si sono adesso barricati in casa con bombole di gas e taniche di benzina minacciando di farsi saltare in aria con la propria abitazione.

ORE 9:00 – Giunti sul luogo il parroco e il vescovo. Si sono interposti tra i manifestanti e le forze dell’ordine per celebrare una messa all’aperto.

ORE 9:10 – Sono poco sotto il migliaio i manifestanti presenti sul luogo delle demolizioni. Anche per oggi si annuncia una chiusura per solidarietà di numerosi esercizi commerciali

ORE 9: 30 – Sono almeno quattro i manifestanti che sono stati trasportati al vicino ospedale di Santa Maria delle Grazie in Pozzuoli

ORE 9:40 – Sequestrate telecamere e telefonini di manifestanti che filmavano quanto accadeva. Aggredito anche un operatore di montediprocida.com

Articolo sulla questione abbattimenti a Bacoli su Repubblica:

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/12/15/news/bacoli_rivolta_contro_le_ruspe_e_il_sindaco_si_dimette-26679986/

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La lezione dell’Islanda RIBELLARSI DI FRONTE AI MERCATI PER USCIRE DALLA CRISI

REYKJAVIK – La scorsa settimana in Islanda sono state arrestate nove persone considerate responsabili del crack finanziario che ha coinvolto lo stato islandese nel 2008, portandolo sull’orlo della bancarotta. La rivoluzione pacifica che sta avvenendo in Islanda, e di cui nessuno parla, nasce proprio nel 2008, quando il governo allora in carica decide di nazionalizzare le tre maggiori banche del paese, i cui creditori erano per la maggior parte britannici e nord americani.

E quando, per rifondere il debito contratto in questo modo dallo stato che se ne era fatto carico, intervenne il Fondo Monetario Internazionale, chiedendo come al solito tassi d’interesse altissimi e scaricando tutto il peso del debito sulla popolazione, che avrebbe dovuto pagare in 15 anni 3.500 milioni di euro al 5,5% d’interesse, lo stesso popolo islandese si espresse sulla questione con un referendum per cui si verificò una schiacciante vittoria (il 93%) di coloro che ritenevano di non dover pagare il debito. Come anche in Grecia oggi si dice, anche gli islandesi sostenevano che quel debito fosse “detestabile”, e dunque non esigibile. Per chiarire, un debito detestabile è un debito contratto dallo stato con le banche o altri istituti, che pero` non porta benefici alla popolazione, ma anzi la danneggia. Un debito simile non si può pretendere che venga pagato dallo stesso popolo che ne ha gia` subito le conseguenze in termini d’interessi sul debito pubblico. Dopo il referendum e` stata istituita nel 2010 una Commissione incaricata di stabilire le responsabilità legali della fatale crisi economica, che ha portato già all’arresto di parecchi banchieri e alti dirigenti strettamente collegati alle operazioni arrischiate. Intanto l’Islanda sta anche scrivendo una nuova costituzione, imparando dalle lezioni della storia recente, nella quale sarà inserito un regime di protezione inattaccabile per la libertà d’informazione e di espressione. Una costituzione, quella islandese, discussa dalla popolazione attraverso i forum in internet e i social network. Finalmente sembra che la gente possa decidere liberamente del proprio futuro, e che i banchieri e gli squali finanziari, per una volta, debbano restare alla finestra a guardare, se non sono già scappati.

Da NET1NEWS.ORG del 29/11/2011.

 
La memoria libertaria non si cancella

15 DICEMBRE 1969-2011
GLI ANARCOSINDACALISTI NON DIMENTICANO

INIZIATIVA

PUBBLICA Contro ogni tentativo di cancellazione della MEMORIA STORICA Nel quarantaduesimo anniversario dell’assassinio del ferroviere anarchico e attivista dell'USI-AIT GIUSEPPE PINELLI Mercoledì 14 Dicembre alle ore 20.30

Allo Spazio Autogestito “MICENE” di via Micene Milano (zona San Siro)
PROGRAMMA:
• Proiezione di “Addio Lugano bella” (registrazione con G. Gaber, E. Jannacci, L.Toffolo, O. Profazio, S. Pisu) • “Un marmo in ricordo di Pinelli”: video-­storia del percorso da Carrara a Milano della targa commemorativa • La testimonianza di Paolo Braschi: vittima della repressione di Stato (aprile 1969) come anticipazione della “strage di piazza Fontana” • Lello Valitutti (in collegamento video): testimone scomodo quando Pinelli fu ucciso • Lotte di ieri,
lotte di oggi: la “resistenza” continua… • Il “coro Micene” accompagna la posa della targa commemorativa posta dove Pinelli abitava • Alla serata saranno presenti le figlie di Giuseppe Pinelli Claudia e Silvia Unione Sindacale Italiana
–U.S.I. AIT Milano “Spazio Micene” Federazione Anarchica Milanese FAI

 
EI Executive Board condemns unjust prison sentence on trade union activists in Turkey
EI Executive Board condemns unjust prison sentence on trade union activists in Turkey

The EI Executive Board, meeting in Brussels this week, learned with great regret that 25 Turkish trade unionists, members of EGITIM Sen-KESK, which includes the EI affiliate in Turkey, had prison sentences imposed by the Turkish courts for engaging in what would be regarded elsewhere as legitimate trade union activities.


Gülcin Isbert

Therefore, the EI Executive Board firmly condemns the prison sentences to members of its affiliate EGITIM SEN, including former women’s secretary, Gülcin Isbert, awarded with the EI Human and Trade Union Rights Award at the recent EI Congress in Cape Town, for engaging in legitimate trade union activities.

The Board also declared that the imposition of such harsh and unjust sentences on trade union activists is an affront to democracy and a breach of the human and trade union rights of the individuals concerned.

Consequently,  the Board is demanding both the Turkish courts and the Turkish Government to rescind the sentences and ensure that the human and trade union rights of its citizens are protected in accordance with ILO and UN Conventions.

Finally, the EI Executive Board encourages EI member organisations throughout the world to contact the Turkish authorities through the nearest Turkish embassy or directly to the Prime Minister at Government Buildings in the capital city in Ankara, to protest at these outrageous sentences.
 
USA: PRIMO SCIOPERO GENERALE DAL 1946, la risposta di classe agli affamatori di popolo.
Dopo i violenti scontri con la polizia, il movimento di protesta di Oakland ha indetto in città uno sciopero generale per oggi, 2 novembre. Occuperanno anche il porto in solidarietà con la lotta sindacale dei ‘camalli’ di Longview La crescente brutalità della polizia e lo sviluppo di un dibattito politico all'interno delle occupazioni, stanno rapidamente radicalizzando e ideologizzando il movimento nato a New York lo scorso 17 settembre come protesta confusa e un po' naïve. A New York i manifestanti che dal 17 settembre occupano la piazzetta di Zuccotti Park battono i denti sotto la neve, dopo che venerdì le autorità hanno sequestrato 'per motivi di sicurezza' i generatori elettrici che alimentavano stufette, cucine e computer. Sabato a Denver, Colorado, ci sono stati duri scontri tra i manifestanti accampati al Civic Center Park e la polizia, che ha usato spray urticanti, lacrimogeni e proiettili di gomma, ferendo molte persone.
A Nashville, Tenessee, la polizia statale ha imposto il coprifuoco notturno arrestando i manifestanti che occupavano Legislative Plaza. Lo stesso è accaduto a Portland, Oregon, dove la polizia a cavallo, usando lunghi bastoni, ha dato l'assalto ai manifestanti accampati a Jamison Square. Ma è soprattutto a Oakland, in California, che la tensione rimane alta dopo il brutale attacco della polizia di martedì scorso, nel quale era rimasto gravemente ferito un giovane marine reduce dell'Iraq. E dove mercoledì 2 novembre il movimento ha indetto uno sciopero generale: il primo negli Usa dal 1946 Il giorno dopo il violento sgombero dell'accampamento in Oscar Grant Plaza, oltre duemila manifestanti hanno rioccupato la piazza indicendo un'assemblea generale nel corso della quale è stato votata e approvata (VIDEO) la proposta di sciopero generale. L'appello è rivolto ai lavoratori e agli studenti, affinché disertino fabbriche, uffici, negozi, scuole e università, per convergere in centro città. "Se gli uffici delle banche e delle multinazionali non chiuderanno, marceremo su di essi". Ma l'azione più eclatante programmata per la giornata di sciopero sarà la marcia sul porto di Oakland, uno dei principali terminal commerciali degli Stati Uniti. "Vogliamo bloccare le attività del porto - dichiarano i manifestanti - e anche manifestare solidarietà alla lotta degli scaricatori del porto di Longview contro la Egt".
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